Santissimo Sacramento: in preghiera per Francesco
Accogliendo l’invito del vicario Reina, il parroco don Castellina ha riunito la comunità attorno all’Eucaristia. «Desideriamo che senta la vicinanza della “sua” Chiesa in questo momento di sofferenza fisica»
Un silenzio assordante ha accolto i numerosi parrocchiani arrivati alla spicciolata nella parrocchia Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi. Ieri sera, 19 febbraio, si sono riuniti in preghiera per la guarigione di Papa Francesco nella cappellina dell’adorazione. C’è chi arriva con il carrello della spesa, chi torna dal lavoro, chi non ha terminato le faccende domestiche pur di esserci. Accogliendo l’invito che il cardinale vicario Baldo Reina ha rivolto ieri mattina ai presbiteri e ai fedeli della diocesi di Roma, il parroco don Matteo Castellina ha esortato la comunità, anche attraverso messaggi sui social, «a stringersi intorno al Santo Padre in questo momento particolarmente faticoso e difficile, affinché possa sentire l’affetto, la vicinanza e la preghiera della Chiesa di Roma sua Sposa».
In parrocchia dal lunedì al venerdì c’è l’adorazione eucaristica dalle 9.30 alle 18, quando inizia la celebrazione della Messa vespertina. «La comunità – spiega il sacerdote – ha accolto favorevolmente e con sollecitudine l’invito del cardinale vicario e nel pomeriggio si è ritrovata in cappellina per l’adorazione silenziosa. Con la recita del Santo Rosario ha poi implorato l’intercessione della Vergine Maria per la salute di Papa Francesco. Desideriamo che senta la vicinanza della “sua” Chiesa in questo momento di sofferenza fisica». Anche durante la celebrazione eucaristica non sono mancate preghiere di intercessione per chiedere al Signore «di concedere al pontefice la forza per superare questo momento e ristabilirsi in salute».
Per Giancarlo «è importante essere in tanti davanti a Gesù Eucaristia per il Papa. Non solo per la “carica” che riveste, ma per l’uomo che è, per gli insegnamenti che ci ha trasmesso. Che il Signore lo faccia guarire al più presto». Nelle parole di tanti la consapevolezza che «Francesco è anziano, ma ha ancora tanto da dare alla Chiesa – dice Matteo -. Mi spiace molto che non sta bene. La notizia del ricovero e di un quadro clinico definito “complesso” è giunta come un fulmine a ciel sereno». Il 6 maggio 2018 la comunità ricevette la visita pastorale di Papa Francesco e il ricordo di quel giorno «è indelebile nella memoria di tutti – prosegue Matteo -. Si è intrattenuto a lungo con la comunità. Mi commuovo ogni volta che lo vedo circondato dai bambini».
Laura non nasconde che ha «tremato di paura» e ha avuto «un momento di panico» quando ha ricevuto il messaggio del parroco che invitava all’adorazione silenziosa comunitaria. «Ho temuto che la situazione fosse più grave di quanto si pensasse – afferma -. In varie occasioni l’ho incontrato e ho potuto scambiare qualche parola con lui. Con la sua capacità di mettere a proprio agio chiunque, di scherzare, mi ha sempre dimostrato una grande umanità. È come se lui dimentichi di avere la talare bianca e l’interlocutore a sua volta dimentichi di essere difronte al Papa. Da lui ho imparato il vero significato della parola amore perché mette amore in tutto quello che dice e che fa». Anche se i bollettini medici parlano di «condizioni stazionarie», Barbara si dice comunque «addolorata, triste e preoccupata per lo stato di salute del pontefice. È un pastore dall’umiltà infinita che ama il prossimo senza alcuna distinzione. Preghiamo affinché il Signore lo preservi e ci conceda di vedere quel volto e quegli occhi dolci ancora per lungo tempo».
20 febbraio 2025

