Save the Children: in Mozambico «violenze inaudite»

La denuncia dell’organizzazione: a Cabo Delgado assassinati anche bambini di 11 anni. 670mila gli sfollati interni; 2.614 le vittime del conflitto dal 2017

Ci sono anche bambini di soli 11 anni tra le vittime delle violenze in Mozambico, nella provincia di Cabo Delgado, in particolare. A denunciarlo è Save the Children, dopo aver parlato  con alcune delle migliaia di famiglie di sfollati, «che hanno riportato scene orribili di omicidi, dolore e perdita di persone care», riferiscono dall’organizzazione. Non solo: a causa del conflitto nel Paese ci sono 670mila sfollati interni a Cabo Delgado, Niassa e Nampula: quasi sette volte il numero riportato un anno fa. Almeno 2.614 persone sono morte nel conflitto dal 2017, compresi 1.312 civili. E la situazione si è gravemente deteriorata negli ultimi 12 mesi, con l’escalation degli attacchi ai villaggi. Cabo Delgado, oltretutto, ricordano da Save the Children, sta ancora subendo gli effetti di shock climatici consecutivi, come il passaggio del ciclone Kenneth nel 2019, il più forte che abbia colpito la parte settentrionale del Mozambico, e le massicce inondazioni dell’inizio del 2020.

«Profonda indignazione» e «tristezza» nella nota con cui l’organizzazione commenta il coinvolgimento dei bambini, presi di mira in questo conflitto. «Ogni bambino ha diritto alla vita, alla sicurezza e a essere protetto in tutte le circostanze, comprese guerre e conflitti armati – affermano -. Per coloro che hanno assistito all’omicidio dei fratelli, la sofferenza potrebbe durare per anni. Molti sono a rischio di sviluppare attacchi d’ansia, depressione e mostrano segni di disturbo post-traumatico da stress».

«I resoconti di attacchi ai bambini ci feriscono nel profondo – afferma il direttore di Save the Children in Mozambico Chance Briggs -. Il nostro staff è scoppiato in lacrime nel sentire le storie di sofferenza raccontate dalle madri nei campi profughi. Questa violenza deve finire e le famiglie sfollate devono essere supportate mentre cercano di riprendersi dal trauma». Una delle principali preoccupazioni, spiega, è che «i bisogni dei bambini sfollati e delle loro famiglie a Cabo Delgado superano di gran lunga le risorse disponibili per sostenerli. Quasi un milione di persone, compresi gli sfollati e le comunità ospitanti, soffrono la fame come conseguenza diretta di questo conflitto. Mentre il mondo era concentrato sul Covid-19 – prosegue -, la crisi di Cabo Delgado si è gonfiata ed è stata grossolanamente trascurata. Gli aiuti umanitari sono disperatamente necessari, ma non abbastanza donatori hanno dato la priorità all’assistenza per coloro che hanno perso tutto, anche i loro figli».

Nelle parole di Briggs, «è fondamentale che tutte le parti in conflitto garantiscano che i bambini non siano mai bersagli. Si deve rispettare il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario – aggiunge – e intraprendere tutte le azioni necessarie per ridurre al minimo i danni accidentali ai civili, inclusa la fine di attacchi indiscriminati e sproporzionati contro i bambini». L’organizzazione intanto sta rispondendo ai bisogni urgenti dei bambini sfollati e delle loro famiglie a causa dei conflitti e dei cicloni a Cabo Delgado. 70mila le persone già raggiunte, inclusi oltre 50mila bambini, con programmi di istruzione, protezione dei minori, salute (comprese le misure di contrasto al Covid-19), acqua e servizi igienico-sanitari.

17 marzo 2021