Save the Children: in Ucraina, bambini a rischio fame e freddo

L’associazione denuncia la condizione dei piccoli, dopo l’escalation di violenza specie nella regione orientale. Ad aggravare la situazione, temperature fino a -25 °C

L’associazione denuncia la condizione dei piccoli, dopo l’escalation di violenza specie nella regione orientale. Ad aggravare la situazione, un inverno che può arrivare a -25 °C

Si contano a centinaia di migliaia le vittime dell’escalation di violenza in Ucraina orientale, dove più di un milione e mezzo di persone è stato costretto a fuggire dalle proprie case, mentre i morti sono oltre 5mila. Gli uni e gli altri, sfollati e vittime, sono in continuo aumento, ma quasi la metà degli sfollati sono bambini che sono riusciti a mettersi in fuga, spesso dopo giornate intere nascosti negli scantinati per sfuggire ai bombardamenti. La denuncia arriva da Save the Children, impegnata nelle regioni di Donetsk e Luhansk, che riferisce di piccoli «intrappolati nei combattimenti che hanno urgente bisogno di un rifugio sicuro, di cibo, di assistenza sanitaria, di acqua potabile, e soprattutto di protezione anche a causa dell’impatto sulle scuole».

Scarsi ormai anche medicinali e forniture ospedaliere. «Solo alcuni ospedali sono operativi, ma con le risorse limitate e con forti restrizioni», informano gli operatori dell’associazione. Dove i bombardamenti sono più pesanti, qualcuno di questi ospedali ospita famiglie intere rimaste senza casa. «Nelle comunità dove sono presenti vecchi rifugi antiaerei, le famiglie sfollate hanno trovato un nascondiglio, a volte con più di 20 o 30 persone ammassate in una stanza. Molti raccontano di persone ormai a rischio o in procinto di morire di fame nelle aree sotto i bombardamenti».

Ad aggravare la situazione, il freddo in un inverno che in quelle regioni può raggiungere i -25 °C. Per questo Save the Children, in collaborazione con il dipartimento di Aiuti umanitari della Commissione europea, sta organizzando interventi di aiuto per almeno 10mila persone in emergenza, con assistenza in denaro per permettere loro di acquistare i beni di prima necessità. «Anche se i bisogni sono enormi – confermano dall’associazione -, l’assistenza sarà indispensabile per procurarsi indumenti caldi, coperte e stufe per proteggersi dal freddo». Grazie a questo supporto, conferma il responsabile dell’intervento umanitario di Save the Children in Ucraina Sam Crago «si possono raggiungere migliaia di bambini ucraini e le loro famiglie sfollate ed indifese dopo aver perso tutto quello che avevano». A fare la differenza però, sottolinea, non è solo l’aiuto ma «la modalità che viene utilizzata. Per questo vogliamo garantire che le persone che ricevono la nostra assistenza si sentano in grado di far fronte ad alcuni dei loro bisogni più urgenti con dignità e con libertà di scelta».

Save the children è attiva nell’Est Europa da oltre 20 anni; da 7 opera con partner in Ucraina, dove l’anno scorso ha attivato un intervento diretto che prevede assistenza ai piccoli sfollati e alle loro famiglie con distribuzione di cibo e beni di prima necessità, accesso all’acqua potabile e aiuti economici. Ulteriori interventi riguarderanno il supporto psicosociale ed educativo ai bambini traumatizzati per gli effetti del conflitto. Per informazioni: www.savethechildren.it.

28 gennaio 2015