Sei chilometri per Roma tra due ali di folla
Il corteo funebre, dal Vaticano a Santa Maria Maggiore, accompagnato dal “suo” popolo. . La vettura bianca “Scv 1” scortata dai motociclisti della Polizia di Stato. Gli applausi. Le rose
Roma si è vestita di azzurro per l’ultimo saluto a Papa Francesco. Ha il suo abito migliore. Sono le 12.29 quando il corteo funebre con il feretro di Papa Francesco esce dal Vaticano dalla Porta del Perugino, l’ingresso dalla parte dell’Aula Paolo VI dove ha tenuto le udienze del mercoledì e tante altre in dodici anni di pontificato. I gendarmi vaticani lo salutano.
Parte da qui il percorso per le strade di Roma per l’ultimo viaggio verso il luogo della sepoltura, la chiesa più amata da Papa Francesco, Santa Maria Maggiore, dove si è recato per 126 volte a pregare davanti all’icona della Madonna Salus Populi Romani, l’ultima delle quali il 12 aprile scorso. Un “viaggio” a passo d’uomo di sei chilometri tra due ali del “suo” popolo.
Dai re, dai capi di Stato e di governo di tutta la terra ai più poveri e bisognosi. Se i primi gli hanno reso omaggio in basilica e poi ai funerali sul sagrato di piazza San Pietro sedendo a destra dell’altare (a sinistra c’erano i cardinali), i secondi lo accolgono sui gradini della basilica di Santa Maria Maggiore.
Due motociclisti della Polizia di Stato scortano la vettura bianca attrezzata targata “Scv 1” che apre il corteo. Si tratta di un pick-up Dodge Ram allestito come papamobile e utilizzato in Messico nel viaggio pastorale del 12-18 febbraio 2016 partendo da un veicolo usato, poi regalato al Papa nel 2017 per celebrare il 25esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Messico e Vaticano. Il corteo funebre fa ingresso nella Galleria Pasa, che introduce al Lungotevere. Poi supera il Tevere e accede a corso Vittorio Emanuele. Gente di ogni nazionalità. Applausi, lacrime, i telefonini in azione per ritrarre questo momento consegnato alla storia.
Qualcosa di inedito e forse di irripetibile. Poliziotti, militari addetti alla sicurezza portano la mano sulla fronte per salutare il passaggio del Papa. Ecco il corteo a Largo Argentina, a piazza del Gesù, dove sorge la chiesa dei gesuiti che ospita la tomba del loro fondatore, sant’Ignazio di Loyola. Il passaggio a via del Plebiscito consente di entrare a piazza Venezia. Se si leva lo sguardo in alto, ecco il Campidoglio, dove il Papa scelto dai cardinali «quasi alla fine del mondo» si recò il 26 marzo 2019 e invocò una città di «ponti, non di muri», per poi ritornare il 10 giugno 2024 e auspicare che la città resti «faro di civiltà e promotrice di pace».
Piazza Venezia trabocca di persone in ogni angolo. Il corteo entra in via dei Fori Imperiali. Appare in fondo il Colosseo, dove durante tutto il suo pontificato Francesco ha presieduto la Via Crucis, firmando le meditazioni dell’ultima cui non ha potuto partecipare, appena tre giorni prima di morire. Due ali di folla anche qui nel cuore di quella Roma che Francesco ha amato servendola fino alla fine. Via Labicana: a due passi dalla “sua” cattedrale, alla cattedra nel Laterano di cui prese possesso pochi giorni dopo l’elezione. A via Merulana è il momento di svoltare a sinistra. Ultime centinaia di metri prima dell’arrivo, che è lì sullo sfondo. Alle spalle, la piazza di San Giovanni in Laterano dove ha sede il Vicariato di Roma.
L’emozione della gente sulla piazza di Santa Maria Maggiore è palpabile. Tutto pronto per accoglierlo. Sono le 12.54. La vettura bianca si arresta sulla piazza. Le persone hanno nelle mani le rose bianche. Gridano “Francesco, Francesco”. Lui ora è accanto al suo popolo, ancora per pochi minuti. I poveri lo attendono sui gradini. Poi resterà qui, per sempre, vicino a Maria.
26 aprile 2025

