Seminario Maggiore: la cappella rinnovata con le opere di Rupnik
La Messa con il rito di dedicazione del nuovo altare presieduta da De Donatis. «Tutto qui converge verso Cristo che, dopo aver condiviso i pani, dà se stesso come pane». Il rettore Farghini: «Gratitudine per questo grande dono»
Il giallo, l’arancio e il rosso. Padre Marko Ivan Rupnik, l’artista gesuita fondatore del Centro Aletti, ha scelto di utilizzare prevalentemente i colori caldi per i dipinti che ornano le pareti della navata e dell’abside della Cappella maggiore del Pontificio Seminario Romano Maggiore dove ieri sera, 1° dicembre, il cardinale vicario Angelo De Donatis ha presieduto la Messa solenne di inaugurazione dell’ambiente rinnovato, con il rito di dedicazione del nuovo altare. «Ungere un altare non è una formalità ma significa preparare una mensa, un altare vivente – ha spiegato il porporato nella sua omelia -. Tutto qui converge verso Cristo, che dopo avere condiviso i pani dà se stesso come pane a voi, cari seminaristi che un giorno sperimenterete cosa significa essere consacrati al Signore, perché come lui possiate fare Eucaristia, distribuendo il pane e diventando voi per primi pane».
Riferendosi poi al nuovo ciclo di affreschi a tema biblico, De Donatis ha detto che «solo procedendo lentamente dalle porte di ingresso si comprende il progetto artistico, senza avere la pretesa di capire tutto subito, come accade nella vita e nella vocazione», tuttavia è chiaro come «le immagini ci invitano a deciderci ad assomigliare sempre più a Cristo, che ha dato compimento a tutte le promesse, a partire da quelle fatte a Noè e Mosè fino all’episodio delle nozze di Cana». Il messaggio da riconoscere, allora, rimanda all’episodio del Vangelo di Matteo relativo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, laddove i commensali «sono persone malate che vengono salvate dall’incontro con Cristo e quei malati siamo anche noi, che abbiamo bisogno di un pastore», specialmente quando «sperimentiamo l’ostinazione a non ascoltare bene la Parola». Da qui la necessità «dell’olio che è espressione della misericordia di Dio» e così come nei sacramenti di battesimo, confermazione e sacerdozio «l’olio penetra più nell’anima che nel corpo», così anche «l’olio sparso su questo altare unge questo seminario con la misericordia di Dio» perché «solo essendo unti della misericordia del Padre potremo ungere gli altri, come ha fatto il samaritano», sono ancora le parole di De Donatis.
Dopo l’invocazione ai santi con le litanie, il cardinale ha dunque collocato sul nuovo altare, che nelle quattro pareti è adornato con mosaici che richiamano i simboli dei quattro evangelisti ossia i quattro esseri viventi che circondano il trono dell’Agnello, come dice l’Apocalisse, tre nuove reliquie. A quelle già custodite nel vecchio altare sono state infatti aggiunte le reliquie di san Paolo VI, di san Giovanni Paolo II e del beato Charles de Foucauld – di cui proprio ieri ricorreva la memoria liturgica -, «che figurano nella parete alla destra dell’altare, dipinti affacciati alle finestre della casa di Dio», ha chiosato De Donatis. In particolare è stato evidenziato dal porporato il legame del Seminario con Papa Montini poiché «nel 1965, mentre si celebrava il IV centenario dalla fondazione del Seminario e si chiudeva il Concilio Vaticano II, il 1° dicembre veniva dedicata la nuova Cappella Maggiore e il 2 dicembre Papa Paolo VI venne personalmente a visitare il nuovo spazio e a completare i riti di inaugurazione». In quell’occasione il pontefice incoronò anche solennemente l’Immagine della Madonna della Fiducia, patrona del Seminario Romano, che fu collocata nell’abside della cappella stessa e che oggi, nonostante il rinnovamento degli ambienti, rimane centrale sull’altare maggiore.
Quindi De Donatis ha compiuto il rito dell’unzione dell’altare, con l’olio benedetto steso su tutta la superficie di marmo bianco, l’incensazione e la copertura con la concomitante illuminazione a festa di tutta la chiesa. Al termine della celebrazione poi il rettore don Gabriele Faraghini ha espresso «gratitudine per questo dono grande» perché «questa cappella, che speriamo possa riempirsi sempre più di seminaristi, ora aiuterà ancora di più a vivere la preghiera». Il sacerdote ha quindi voluto ringraziare «la ditta che ha eseguito i lavori e gli alunni della scuola di padre Rupnik che con lui hanno lavorato a questo progetto».
2 dicembre 2021

