Senza dimora: il 26 gennaio la “conta” notturna
Il direttore di Caritas Roma Trincia ricorda l’appuntamento con il censimento Istat nelle 14 città metropolitane italiane. «L’obiettivo: una diffusa presa di contatto con la loro realtà»
Lo scorso 17 dicembre, insieme ad Acli, Agesci Lazio, Associazione Internazionale Caterinati, Azione cattolica, Comunità di Sant’Egidio e Movimento dei Focolari in Italia, lanciammo un appello a partecipare come volontari al censimento delle persone senza dimora, promosso dall’Istat nelle 14 città metropolitane italiane e affidato alla Federazione italiana organismi per le Persone senza dimora (fio.Psd). Si, proprio di quelle di cui ogni tanto si parla nelle cronache. Un “mondo”, quello dei senza dimora, poco conosciuto anche numericamente parlando. L’appello dunque, anzitutto alle nostre comunità ecclesiali, è quello di esercitare una carità conoscitiva.
Alla richiesta di dare una mano, corrisponde l’opportunità di fare un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, a contatto diretto con quella umanità dolente, in attesa anche a Roma da molti decenni di essere riconosciuta come persone in carne ed ossa che accanto a fragilità e fallimenti hanno talenti e risorse su cui fare leva per sé stessi e gli altri. Un’umanità, con nomi e cognomi, provenienti dai Paesi più diversi che chiede di non essere finalmente vissuta solo come un problema o una “mina vagante” per i residenti, gli operatori economici, gli addetti alla sicurezza della città.
Nel rilanciare l’invito a destarsi dal torpore e a superare timori e perplessità che si possa fare qualcosa per coloro che visivamente “abitano” i margini della nostra città, sottolineo l’importanza e la necessità del conoscere questa realtà, perché senza una sua conoscenza più approfondita sarà sempre più difficile mettere a punto piani di azioni, politiche pubbliche e opere di carità di nuova generazione, in grado di accogliere, integrare, riconoscere e rimettere in piedi e far ripartire sulle proprie gambe persone spesso ripiegate su se stesse, sole, sfiduciate, vittime delle troppe contraddizioni e delle molte ingiustizie del nostro tempo.
L’obiettivo di fondo, alla luce del Vangelo a cui non è estranea la Costituzione italiana, è ben oltre il contare quanti sono e dove si trovano le persone senza dimora, ma è quello di promuovere una diffusa presa di contatto con la loro realtà, con loro in quanto tali, con le loro storie, le vita, i drammi, i desideri e la disponibilità a ripartire. L’obiettivo, dunque, è amare questi fratelli e queste sorelle amate da Dio padre come ognuno di noi, lasciandoci ancora una volta provocare dalle parole di Gesù: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi» (Gv. 15,12).
Il censimento (tecnicamente è una rilevazione), prevede lunedì 26 gennaio (dalle 21 alle 23.30) la conta visiva notturna dei senza dimora in strada e nelle strutture di accoglienza, mentre mercoledì 28 e giovedì 29 gennaio (stesso orario) verranno effettuate delle interviste di approfondimento a un campione delle persone individuate il lunedì. Ci si dividerà in piccole squadre di 2 o 3 persone che avranno il compito di girare a piedi o con mezzi propri (bici, scooter, auto) ognuna una piccola zona della città. Questa operazione di forte valenza civica si avvarrà di operatori esperti e ogni volontario riceverà una breve formazione, sarà assicurato e potrà ricevere un attestato di partecipazione.
Per battere un colpo e dichiarare “ci sono anche io” basta cliccare questo link: https://www.tutticontano.fiopsd.org/candidati/, mentre tutte le informazioni sulla Rilevazione (denominata tutticontano) si trovano al link https://www.tutticontano.fiopsd.org/la-rilevazione/.
14 gennaio 2026

