Senzatetto: Termini crocevia del disagio

Viaggio tra il popolo notturno che abita la stazione. Il lavoro dell’Help Center per il reinserimento Caritas: partire dalla storia di ognuno. Nel 2014 quasi 20mila interventi, aiutate più di 3mila persone

A Roma, i binari di vita di chi non ha una casa o una famiglia quasi sempre, prima o poi, approdano alla Stazione Termini. Non sempre il viaggio è a lieto fine. Nonostante le 33 mense, i 35 gruppi di volontari che si occupano di loro, i 42 dormitori, i 16 centri per lavarsi e i 28 che offrono cure, nel 2014 ben 33 persone senza fissa dimora hanno perso la vita nella Capitale. Per il freddo o per gli stenti. Nella stazione ferroviaria centrale di Roma, la prima sponda contro cui si infrange l’onda del bisogno di assistenza è l’Help Center Roma Termini, al binario 1.

Uno «sportello di ascolto e di orientamento sociale» dei senza fissa dimora gestito, dal 2002, dalla cooperativa Europe Consulting. Il suo presidente, Alessandro Radicchi, dirige l’Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni italiane, che monitora in tempo reale la situazione dei senza fissa dimora in 14 stazioni ferroviarie italiane, dove il gruppo Ferrovie dello Stato ha messo a disposizione 13mila metri quadri proprio per gli sportelli di accoglienza. «A Roma nel 2013 – spiega Radicchi – si sono registrate 37.000 richieste di aiuto per un totale di 17.500 accessi al servizio e 2.882 utenti. Nel 2014 gli interventi hanno raggiunto quota 18.900 per un numero di persone aiutate pari a 3.000. La metà degli utenti – prosegue il presidente della onlus Europe Consulting – non si era mai presentata prima allo sportello negli ultimi 10 anni».

Il fenomeno dei senza fissa dimora, solo a Roma, si è triplicato rispetto a cinque anni fa: un censimento Bocconi-Fondazione Debenedetti ne ha contati, fino allo scorso marzo, ben 3.276. «L’Help Center Roma Termini – spiega ancora Radicchi – opera attraverso un intervento strutturato, cercando di reinserire i senza fissa dimora in un circuito. Li monitoriamo uno per uno, ogni giorno, da Catania, a Roma, a Milano. Abbiamo una mappa della Stazione Termini su cui apponiamo stelline di un colore diverso, in base alla gravità dei casi. Dalle 20 alle 22 giriamo per la stazione.

Li inviamo al centro diurno e notturno del “Binario 95”. Questo è un modo per “agganciare” la persona. Con alcuni abbiamo lavorato 8 anni per convincerli a rivolgersi all’Help Center. La nostra ottica è portare il senza tetto a scegliere di farsi aiutare. Se noi gli portassimo sempre da mangiare lui capirebbe che quella è la sua condizione, per sempre». Ma l’Help Center Roma Termini è solo la prima maglia di una rete di salvataggio complessa e ramificata, spesso ancorata alla Sala operativa sociale del Comune di Roma. «La Stazione Termini – spiega Roberta Molina, dal 1988 responsabile dell’Area ascolto e accoglienza della Caritas – è, da sempre, un luogo dove i fissa dimora vanno a rifugiarsi. La sera via Marsala si popola: decine e decine di persone dormono lungo la strada. La Caritas diocesana gestisce proprio l’ostello e la mensa di via Marsala, che, al momento, sono chiusi per ristrutturazione. Abbiamo anche un servizio notturno che gira per la città e attorno alla Stazione Termini».

Secondo le stime della Caritas a Roma ci sono quasi 8.000 senza fissa dimora. «Il nostro approccio – conclude Molina – è tentare di partire dalla storia di ognuno. Dobbiamo capire se possiamo riattivare la rete della loro famiglia, degli amici, dei parenti. Quando possiamo, proponiamo loro mensa o l’accoglienza delle nostre strutture di via Casilina vecchia o di Ostia». La Comunità di Sant’Egidio è presente alla Stazione Termini con i suoi volontari dal 1983, anno della morte della senza dimora Modesta Valenti. Il fenomeno è mutato negli anni.

«Trent’anni fa – spiega Tonino Sammarone, responsabile dell’Accoglienza di Sant’Egidio – c’erano tante persone “croniche”, senza fissa dimora da tempo. Ora si sono aggiunte tante persone “di passaggio”: immigrati, italiani che stanno temporaneamente in queste condizioni. Attorno alla Stazione Termini gravitano circa 250 persone. Trenta dei nostri volontari arrivano in Stazione ogni martedì sera. Dalle 21 alle 22.30 distribuiamo coperte, bevande, panini e la guida “Roma Dove mangiare dormire lavarsi”. Ma soprattutto stiamo con loro, vera peculiarità di questo servizio».

 

7 gennaio 2015