Sinodo italiano: il documento finale sarà riscritto

Conclusa la seconda assemblea sinodale, una nuova è convocata per il 25 ottobre. Rinviata a novembre anche l’assise generale dei vescovi prevista in maggio. Le priorità individuate. Zuppi: «Già ci sono frutti»

Tutto rinviato al prossimo 25 ottobre. La seconda assemblea sinodale della Chiesa italiana ha deciso di modificare in maniera sostanziale il testo proposto dalla presidenza del Comitato del cammino sinodale e dunque la votazione del documento finale è stata posticipata. Non solo. Anche l’80ª assemblea generale dei vescovi, prevista a maggio, è stata rinviata a novembre. Un fatto eccezionale, con solo tre precedenti: nel 2005 per la morte di Giovanni Paolo II e nel 2020 per la pandemia Covid. Lo ha deciso il Consiglio episcopale permanente riunito in via straordinaria mercoledì sera, 2 aprile. Tutto questo permetterà ai vescovi di iniziare la fase di recezione del cammino sinodale, una volta approvato il documento.

«Ammetto alcune carenze nel percorso del mese di marzo, dovute anche al fatto che il passaggio dalle sintesi alla nostra assemblea si è dovuto contrarre nell’arco di tre settimane», ha detto nel suo intervento il vescovo Erio Castellucci, presidente del Comitato del Cammino sinodale. Ciò ha comportato una riduzione eccessiva del documento sotto forma di proposizioni. «Una seconda carenza, oltre a quella della tempistica, ha riguardato la comunicazione. Abbiamo dato per scontato che tutti conoscessero il genere letterario delle Proposizioni e lo condividessero. Dovevamo certamente spiegare meglio che le Proposizioni andavano lette alla luce dei testi precedenti, soprattutto i Lineamenti e lo Strumento di lavoro, e abbiamo supposto, sbagliando, che fosse chiaro che le Proposizioni erano pensate come testo di passaggio».

La conseguenza è che «l’assemblea di martedì mattina e le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti». Pertanto, è stata approvata una mozione, con 835 voti favorevoli, 12 contrari e 7 astenuti, con cui l’assemblea «stabilisce che il testo delle Proposizioni, dal titolo “Perché la gioia sia piena”, venga affidato alla presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale perché, con il supporto del Comitato e dei facilitatori dei gruppi di studio, provveda alla redazione finale accogliendo emendamenti, priorità e contributi emersi. Al tempo stesso, l’assemblea fissa un nuovo appuntamento per la votazione del documento contenente le Proposizioni per sabato 25 ottobre, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli organismi di partecipazione». «Più che una bocciatura possiamo dire di essere stati rimandati», ha concluso Castellucci.

L’assemblea, che ha anche inviato un messaggio a Papa Francesco, a seguito delle discussioni nei gruppi di lavoro, ha individuato le priorità su cui dovrà focalizzarsi il documento che traccerà le linee di azione delle diocesi italiane nei prossimi anni. I temi, illustrati dal professor Triani, membro del comitato di presidenza del Cammino sinodale, sono: accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari; Chiese locali e ambienti educativi; accompagnamento personale dei giovani; promozione locale dello sviluppo umano integrale; cura delle persone fragili nelle Chiese locali; formare gli adulti alla maturità della fede attraverso la Parola di Dio; percorso nazionale rinnovato di iniziazione cristiana; formazione integrale dei formatori; responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne; obbligatorietà dei Consigli pastorali.

«L’assemblea ha esaminato il testo, i gruppi hanno lavorato molto intensamente e ci è sembrato necessario, considerando le difficoltà emerse e la ricchezza di contenuto del lavoro dei gruppi, avere un tempo sufficiente a sedimentare il documento che si unisca alla necessità di arrivare a delle decisioni, perché il Cammino sinodale non è una tavola rotonda», ha affermato il presidente della Conferenza episcopale italiana il cardinale Matteo Zuppi. «Già ci sono frutti, come la grande riapertura delle Chiese verso il mondo intorno. È una bella testimonianza di cammino, che come tale ha sempre delle tappe. C’è grande attesa e siamo sicuri che un testo più maturo permetterà scelte più profetiche. Era una delle preoccupazioni del Consiglio permanente:  dare risposte, non girare intorno ai problemi, con la consapevolezza che il testo perfetto non esiste. C’è un po’ di delusione per non aver rispettato il calendario che ci eravamo prefissati ma la gioia non l’abbiamo persa», ha concluso il cardinale. Per Castellucci «è piuttosto una lezione per il futuro».

4 aprile 2025