Stragi sulle strade: «La sicurezza è priorità»

Per la Giornata in memoria delle vittime della strada, il 16 novembre la Messa a Santo Spirito in Sassia con monsignor Manto, referente dell’Ambito della cura, delle età e della vita della diocesi

Un tempo riempivano la cronaca le “stragi del sabato sera”. Ora sono tragedie che si consumano senza distinzione di ora o di giorno. A Roma, 99 le vittime della strada per la polizia locale dal 1° gennaio al 31 ottobre 2025, sei in meno rispetto alle 105 dello stesso periodo del 2024. Vite interrotte, come quella di Beatrice, morta a 20 anni il 24 ottobre in via Cristoforo Colombo. Sulla stessa strada il 5 ottobre 2019 è morto Fabrizio Di Bitetto, 21 anni.

«Conosco il calvario dei genitori. È lo stesso che viviamo noi, una ferita che tenta di chiudersi, ma torna a sanguinare». A parlare è Cinzia Desiati, mamma di Fabrizio. Con il marito Antonio ha fondato “Insieme con Fabrizio”, associazione che con eventi sportivi e culturali raccoglie fondi per sostenere le attività della Croce Rossa, del policlinico Umberto I e dell’ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola. Tanti gli incontri nelle scuole per ripetere ai ragazzi che «quando si mettono alla guida hanno nelle mani un’arma» dice. “Non correte, non bevete, non fate uso di droghe, amate la vita!” le parole che ribadisce, le stesse scritte sulla targa affissa accanto a “L’albero di Fabrizio” in piazza Scotti.

Per evitare queste stragi, secondo Cinzia «basterebbe rispettare la segnaletica, i limiti di velocità, tutto ciò che si impara a scuola guida». Il 16 luglio 2020 ha ricevuto la telefonata di Papa Francesco, che in seguito ha incontrato con il marito. «Ci siamo sentiti accolti, ascoltati. La vicinanza della Chiesa è importante. All’inizio ero arrabbiata con il Signore. Ora si è riaccesa la fiammella della fede, so che un giorno riabbraccerò mio figlio». Le fa eco Paola Scaglioni, mamma di Leonardo Lamma, 19enne morto in Corso Francia il 7 aprile 2022. Nel suo caso la vicinanza della Chiesa è «l’ancora di salvezza». Con il marito Stefano fanno educazione stradale nelle scuole e trasmettono il messaggio che i giovani «non devono sentirsi eterni, supereroi, pensando che “succede agli altri”. Gli altri siamo noi. Cerchiamo di far capire che bisogna usare la testa».

Un giorno un ragazzo chiese loro come si sopravvive a un dolore così grande. «Una domanda che ci ha spiazzato – dice -. Non lo sappiamo neanche noi. Avevamo solo Leonardo. Era la nostra vita». Paola e Stefano hanno costituito l’associazione “Leonardo figlio di tutti” che offre assistenza legale e psicologica alle persone colpite da traumi legati a incidenti stradali. «La sicurezza stradale – riflette – riguarda tutti, anche le istituzioni e chi ha responsabilità che purtroppo non sempre si assume». Inoltre, insieme ad alcuni istruttori si sta pensando «di far fare ai ragazzi corsi di guida sicura per far capire che se vogliono correre esistono le piste. Possono toccare con mano la differenza e comprendere che la vita è una sola: uno sbaglio e non si torna indietro».

Per Fabrizio, Leonardo, Beatrice e tanti altri, domenica 16 novembre, Giornata in memoria delle vittime della strada, alle 10,30 sarà celebrata una Messa nella chiesa Santo Spirito in Sassia. Voluta dall’Ufficio per la Pastorale della salute del Vicariato di Roma, sarà presieduta da monsignor Andrea Manto, referente dell’Ambito della cura, delle età e della vita. Al termine i fedeli parteciperanno in piazza San Pietro alla preghiera dell’Angelus con Papa Leone XIV. «La Chiesa mostra il suo volto materno a chi vive il lutto continuando ad annunciare la speranza – afferma il sacerdote -. La sicurezza stradale è una sorta di cartina al tornasole del senso di responsabilità reciproca. Non rispettare le regole elementari di prudenza, pensare solo a se stessi, mettersi alla guida in condizioni fisiche o psicologiche non idonee, rivelano una crescente chiusura verso il valore della vita propria e di quella altrui. Le agenzie educative hanno il dovere di sensibilizzare su questi temi. La Chiesa, in particolare, ha una missione insieme educativa e spirituale. Senza una consapevolezza autentica della preziosità della vita ogni sforzo educativo rischia di restare incompiuto».

11 novembre 2025