Suicidio assistito in Toscana, Lojudice: «Urge confronto nazionale»
Il presidente dei vescovi della regione intervenuto dopo il primo caso dall’approvazione della legge regionale. «Affrontare la questione con rispetto e preghiera. Ridare centralità alle cure palliative»
«Di fronte alla malattia grave e alla sofferenza dobbiamo prima di tutto affrontare la questione con il massimo rispetto e con la nostra preghiera, ma certamente ci tengo a sottolineare il principio dell’inviolabilità della vita umana, dal concepimento alla morte naturale». Il cardinale Augusto Paolo Lojudice, presidente della Conferenza episcopale toscana (Cet), commenta con queste parole la notizia, diffusa questa mattina, 11 giugno, del primo caso in Toscana di suicidio assistito dopo l’approvazione della legge regionale.
La vicenda, prosegue il porporato, «ci lascia con una profonda amarezza ed è il segno di come sull’argomento del fine vita ci sia la necessità di un vero confronto a livello nazionale, lontano dai riflettori, che punti prima di tutto a ridare centralità alle cure palliative accompagnando il paziente non più guaribile nel tempo della sofferenza e del fine vita». Lojudice non ha dubbi: «La solitudine e il dolore devono trovare rete a cui aggrapparsi. Il diritto alle cure palliative è un diritto fondamentale da garantire a tutti i pazienti – prosegue – e sono convinto che su questo ci sia ancora tanto da fare».
11 giugno 2025

