Telefono Amico, formazione per nuovi volontari

Il centro di Roma è il primo attivato nel Pese. Nel 2018 raccolte 2mila richieste di aiuto. Il numero unico 199.284.284 attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24

Aperto, accogliente, empatico, capace di saper ascoltare l’altro e di accettare le idee di tutti. È il perfetto identikit del volontario di Telefono Amico il cui compito è quello di rispondere alle telefonate e alle e-mail delle tante persone che hanno bisogno di aiuto. La sede romana dell’associazione necessita di ampliare il proprio organico, attualmente composto da 20 persone, e per questo lunedì 30 settembre alle 18 prenderà il via un nuovo corso che si terrà nei locali della Casa dei diritti sociali (piazza Vittorio Emanuele II, 2). Chiunque si senta predisposto a fornire questo servizio potrà iscriversi inviando una e-mail all’indirizzo volontari@telefonoamico.it oppure  roma@telefonoamico.it.

Nato nel 1956 come “Voce Amica”, il centro di Roma, uno dei 20 centri territoriali di Telefono Amico Italia, è storicamente il primo telefono di ascolto attivato nel Paese. Solo nel 2018 ha gestito 2mila richieste di aiuto. A contattare il servizio di ascolto attraverso il numero unico 199.284.284, operativo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24, «persone anche giovani che soffrono di disagio esistenziale a causa della perdita del lavoro, della solitudine o della malattia – rivela la presidente di Telefono Amico Roma Monica Silvestrini -. Persone non necessariamente sole ma che hanno paura di condividere il proprio malessere con parenti e amici e in questo senso l’anonimato influisce positivamente perché porta a confidarsi senza il timore di essere giudicati. Aiutiamo a fare ordine nei loro pensieri».

L’helpline – raggiungibile anche attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito internet – garantisce l’anonimato e offre un servizio indipendente da ideologie politiche e religiose. Un compito delicato da assolvere e che richiede capacità di ascolto e di dialogo volte a far emergere le qualità di chi è dall’altro capo del telefono, restituendogli benessere emozionale. Per questo il corso di formazione teorico pratico per i volontari è obbligatorio e ha una durata di circa 6 mesi, con incontri settimanali volti a fornire gli strumenti principali per instaurare e gestire una relazione di aiuto, sia nell’emergenza che nella quotidianità. Anche Papa Francesco in occasione dell’udienza con i volontari di Telefono Amico Italia, nel 2017, si soffermò sull’importanza del dialogo che «aiuta le persone a umanizzare i rapporti e a superare le incomprensioni. Se ci fosse più dialogo – dialogo vero – nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nella politica, si risolverebbero più facilmente tante questioni».

La necessità di esternare il proprio disagio esistenziale riguarda il 64% degli utenti ma a chiedere consiglio e supporto sono anche coloro che riscontrano problemi di relazione con gli amici, il partner, la famiglia o i colleghi di lavoro. A sfogarsi con i volontari sono soprattutto uomini (61%) tra i 46 e 65 anni (53%). «A livello nazionale nell’ultimo anno abbiamo raccolto e gestito circa 50mila richieste di sostegno, offrendo quasi 9mila ore di assistenza telefonica e ascolto», riferisce la presidente nazionale Monica Petra. Ma gli utenti non sono gli unici a trarre beneficio dal servizio di ascolto. «Facendo del bene, ci si sente davvero bene – afferma Antonio, da anni volontario di Telefono Amico -. Essere di supporto a chi vive momenti difficili non è affatto semplice. In alcuni casi si fa fatica a trovare parole di conforto ma spesso chi vive un dolore molto inteso trae sollievo anche dal solo fatto di sentirsi capito e ascoltato».

18 settembre 2019