Terra Santa, dopo l’incendio alla tomba di Giuseppe, «urge il dialogo»

Il patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal: «Profanazione intollerabile. Il ciclo di violenze e rappresaglie deve cessare». Il Papa: «No a odio»

Il patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal all’Agenzia Fides: «Profanazione intollerabile. Il ciclo di violenze e rappresaglie deve cessare». L’appello del Papa

«Un atto di estrema gravità». Il patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal definisce così l’incendio alla tomba di Giuseppe, vicino a Nablus, nella Cisgiordania occupata, avvenuto venerdì 16 ottobre a opera di giovani palestinesi. E parla di  un «atto insensato», destinato ad accrescere la tensione sociale.

«Questo attacco – riferisce all’Agenzia Fides – costituisce un profanazione intollerabile. I luoghi santi, che siano cristiani, ebraici o musulmani, devono essere rispettati, senza condizioni. Il ciclo di violenza e di rappresaglie, che sembra diventato la norma, deve cessare, se si vogliono scongiurare conseguenze terribili». Il patriarca invita alla calma tutte le parti in causa. «Un dialogo sincerto e ragionevole, per trovare soluzioni giuste ed eque, basate sul principio dei due Stati, è più che mai necessario». Per evitare che l’attuale tensione sociale e politica degeneri in aperta «guerra civile».

La stessa preoccupazione ha espresso ieri, domenica 18 ottobre, al termine della celebrazione della Messa per la canonizzazione di 4 beati Papa Francesco. «Seguo con grande preoccupazione – ha detto – la situazione di forte tensione e di violenza che affligge la Terra Santa». In questo momento, le parole del Papa «c’è bisogno di molto coraggio e molta forza d’animo per dire no all’odio e alla vendetta e compiere gesti di pace. Per questo preghiamo, perché Dio rafforzi in tutti, governanti e cittadini, il coraggio di opporsi alla violenza e di fare passi concreti di distensione». Per il pontefice, «nell’attuale contesto medio-orientale è più che mai decisivo che si faccia la pace nella Terra Santa: questo ci chiedono Dio e il bene dell’umanità».

19 ottobre 2015