È stata firmata il Mercoledì delle ceneri la lettera – appello del cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, per la Colletta pro Terra Sancta, che si svolge in tutte le Chiese del mondo nella liturgia del Venerdì Santo. Un testo reso noto oggi, 4 marzo, dalla Sala stampa vaticana, nel quale il porporato definisce un «atto di restituzione» la solidarietà, «anche economica», della Chiesa universale nei confronti di Gerusalemme. Sandri cita le «dure prove» subite lungo i secoli dalla Chiesa che vive in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente. «Quelle prove ancora non sono finite», sottolinea, osservando che «la tragedia della continua e progressiva riduzione del numero di fedeli locali può comportare il conseguente rischio di veder scomparire le diverse tradizioni cristiane che risalgono ai primi secoli».

Il porporato ricorda le «lunghe e logoranti guerre» che «hanno prodotto e continuano a produrre milioni di rifugiati e condizionano fortemente il futuro di intere generazioni, che si vedono private dei beni più elementari come il diritto a un’infanzia serena, a un’istruzione scolastica organica, a una giovinezza dedita alla ricerca di un lavoro, alla formazione di una famiglia, alla scoperta della propria vocazione, a una vita adulta operosa e dignitosa e a una vecchiaia serena». La Chiesa, da parte sua, «continua a operare per la salvaguardia della presenza cristiana e per dar voce a chi non ne ha – assicura Sandri -. Lo fa certamente sul versante pastorale e liturgico, che è fondamentale per la vita delle nostre piccole comunità. Ma continua a impegnarsi in modo serio anche per provvedere a un’educazione di qualità attraverso le scuole», che, nelle parole di Sandri, «sono fondamentali per salvaguardare l’identità cristiana e per costruire una convivenza fraterna specialmente con i musulmani, secondo le indicazioni contenute nella Dichiarazione di Abu Dhabi».

La Chiesa, prosegue ancora il cardinale, «continua, grazie alla generosità dei fedeli di tutto il mondo, a mettere a disposizione case per i giovani che desiderano formare una nuova famiglia, così come a creare opportunità di lavoro. E ancora, a provvedere un aiuto materiale concreto lì dove si presentano forme di povertà endemica, come pure bisogni sanitari ed emergenze umanitarie legate ai flussi di rifugiati e di lavoratori migranti stranieri». Anche la cura dei Santuari, «impossibile senza la colletta pro Terra Sancta», è «di fondamentale importanza – scrive ancora il prefetto -, sia perché essi sono i luoghi materiali che conservano la memoria della divina rivelazione, del mistero dell’incarnazione e della nostra redenzione; sia perché in quei luoghi la comunità cristiana locale trova le fondamenta della propria identità. Attorno ai santuari e grazie alla loro presenza trovano un lavoro dignitoso molti dei fedeli cristiani impegnati nell’accogliere i milioni di pellegrini che in questi ultimi anni giungono, sempre più numerosi, per visitare i Luoghi Santi».

4 marzo 2020