“The Chosen”, la quinta stagione dedicata alla Settimana Santa
La presentazione in Vaticano: le otto puntate, che si concentrano sull’Ultima Cena, in onda su Prime Video dal 13 luglio. La serie è distribuita in 55 Paesi e tradotta in 600 lingue
L’intento non è quello di convertire o creare proseliti ma far conoscere a fondo la vita di Gesù come è raccontata nei Vangeli. Gesù che prega, che guarisce, che scherza con i discepoli. Perché il Figlio Dio, «forse a volte lo dimentichiamo, era pienamente divino ma anche pienamente uomo». Questo è “The Chosen”, la prima serie sulla vita di Gesù distribuita in 55 Paesi, tradotta in 600 lingue, vista da quasi 300 milioni di spettatori nel mondo (6 milioni solo per le prime 3 puntate della quinta stagione trasmesse in anteprima nei cinema), il 30% dei quali non credenti. E che ha cambiato la vita degli attori che l’hanno interpretata stimolando una riflessione negli spettatori. Un lavoro che «non è indirizzato ai credenti tradizionali ma a tutti», il cui fine ultimo è «indirizzare le persone verso Cristo per diventare discepoli».
A parlare è Dallas Jenkins, creatore e produttore della serie finanziata tramite crowdfunding. Ieri, 23 giugno, in occasione dell’anteprima del quarto episodio della quinta stagione nella Filmoteca Vaticana, alcuni attori del cast hanno incontrato la stampa e domani saluteranno Papa Leone XIV al termine dell’udienza generale. Jonathan Roumie, l’attore che interpreta Gesù, ha detto che quando Prevost è stato eletto ha pianto. «Non avrei mai pensato di vedere un Papa americano in vita mia e di parlarci nella lingua madre».
Le otto puntate della nuova stagione sono interamente dedicate alla Settimana Santa, concentrandosi in modo particolare sull’Ultima Cena, e in Italia saranno trasmesse su Prime Video a partire dal 13 luglio. Domenica 22 la troupe ha terminato a Matera le riprese della crocifissione di Gesù che farà invece parte della sesta stagione. In queste settimane italiane Jenkins ammira opere d’arte davanti alle quali si commuove «profondamente». Ha colto l’occasione per sottolineare che «Gesù è più di un dipinto, che la Chiesa è più di un semplice edificio. Cristo e gli apostoli non sono vetrate. Gesù si è fatto uomo, gli apostoli, Maria Maddalena, la Vergine Maria hanno vissuto davvero con Lui. Vogliamo ricordare alle persone che questi sono eventi reali».
Stando ben attento a non fare “spoiler”, Jonathan Roumie ha affermato che «nessuno prima d’ora ha dedicato così tanto tempo cinematografico al racconto dell’Ultima Cena». Ha parlato dell’amore profuso dalla troupe nel realizzare il lavoro e della «consapevolezza di partecipare a una missione a un progetto che andava ben al di là di ogni impegno cinematografico». Accanto a lui Elizabeth Tabish, Maria Maddalena in “The Chosen”, e guardandola Roumie ha spiegato che all’inizio non avrebbero immaginato che sarebbero andati oltre la prima stagione. Essere ancora sul set dopo sette anni, per Roumie è la «testimonianza che Dio vuole continuare a portare avanti questa missione per portare più persone a Gesù. Se i leader della terra lo prendessero come modello, il mondo sarebbe di gran lunga migliore. Tutti sanno chi è, ma lo si vuole far conoscere in modo che possa effettivamente cambiare le vite in meglio, presentarlo attraverso la sua gioia, i suoi gesti, il suo umorismo, la sua serenità e la sua capacità di amare la gente. Ognuno di noi è stato influenzato da questa serie».
Tabish ha parlato del suo ruolo, di quanto sia stato «importante» per se stessa e per la sua vita, e dell’armonia creatasi tra gli attori appartenenti a diverse fedi cristiane. Dallas è evangelico, Roumie cattolico, George H. Xanthis, che interpreta Giovanni, il discepolo amato, è greco ortodosso. Per Tabish la serie «ispira la speranza in un nuovo inizio. Si vedono momenti tragici, difficoltà ma ciò che emerge e l’attenzione l’uno per l’altro che genera speranza».
Xanthis ha confessato che prima della serie non aveva mai letto il Vangelo, mentre ora lo ha anche sul cellulare. Vanessa Benavente, Maria, Madre di Gesù, non smette mai di stupirsi «di quanto la Vergine si sia dedicata al progetto che Dio aveva per lei. È la prima a dire di sì. Tutto è dipeso da quella maternità che è al centro del suo ministero. Era una donna di una forza incredibile». La conferenza e l’anteprima della quarta puntata sono state introdotte dal prefetto del Dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini, secondo il quale «una serie così seguita, nonostante il fatto che tutti, credenti e non, conoscano la storia di Gesù, dimostra come questa richiami continuamente ognuno di noi a un incontro personale».
24 giugno 2025

