Tornano le “24 ore” per il Signore

Verso la seconda edizione dell’iniziativa, che inizierà con la liturgia penitenziale del Papa. L’arcivescovo Fisichella: «Vorremmo diventasse una tradizione»

Verso la II edizione dell’iniziativa, con la liturgia penitenziale del Papa, adorazione, confessioni e vespri. L’arcivescovo Fisichella: «Vorremmo diventasse una tradizione»

Adorazione, preghiera, confessioni. In due giornate dedicate a Lui, per vivere al meglio la Quaresima. Torna, per il secondo anno consecutivo, “24 ore per il Signore”, iniziativa voluta dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e promossa nei giorni di venerdì 13 e sabato 14 marzo. Il via ufficiale alle 17, con la liturgia penitenziale presieduta da Papa Francesco nella basilica di San Pietro. Poi chiese aperte per le confessioni e il giorno successivo, sempre alle 17, la celebrazione conclusiva con i primi vespri nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, santuario della Divina Misericordia. A presiederla l’arcivescovo Rino Fisichella, alla guida del Pontificio Consiglio, che abbiamo intervistato.

Eccellenza, come nasce “24 ore per il Signore”?
L’iniziativa nasce per dare un segno di nuova evangelizzazione. Nel Sinodo del 2012 si è voluto chiamare il sacramento della riconciliazione come il sacramento della nuova evangelizzazione; per dare una risposta a questo desiderio dei padri sinodali, che venivano da tutto il mondo, abbiamo pensato già dallo scorso anno di proporre questa iniziativa che oggi conosce già la sua seconda edizione. Vorremmo diventasse una tradizione per la Chiesa, per consentire l’incontro con la misericordia del Signore.

L’evento ribadisce l’importanza del sacramento della riconciliazione, che anche il Papa, nelle sue visite alle parrocchie romane, sottolinea nei fatti confessando sempre alcuni fedeli. Il pontificato di Francesco orientato alla misericordia ha avvicinato un maggior numero di persone ai confessionali?
L’esperienza che noi abbiamo è un’esperienza estremamente positvia. Papa Francesco non si stanca mai di parlare della misericordia e penso che darà un segno molto evidente, che caratterizzerà anche il suo pontificato alla luce della misericordia. Dalle notizie e dai riscontri che riceviamo, dalle diverse parti del mondo, possiamo dire che c’è senz’altro un incremento nelle confessioni e che molti penitenti si avvicinano al sacerdote dicendo: «Ho ascoltato Papa Francesco e ho sentito crescere in me il desiderio di confessarmi». Penso che il ripetuto annuncio del Santo Padre del tema della misericordia abbia toccato davvero il cuore di tante persone.

In concreto come sarà articolata l’iniziativa del 13 e 14 marzo?
Si inizierà con la celebrazione penitenziale che Papa Francesco presiede in San Pietro; il Papa stesso sarà uno dei confessori; si accosteranno a lui alcuni penitenti per ricevere dal Santo Padre l’assoluzione. Con la sua omelia ci aiuterà a riflettere, e in modo particolare aprirà la porta all’esperienza che continuerà dopo la celebrazione in San Pietro in tante altre chiese, per ricevere tutte le persone che desiderano confessarsi, e resteranno aperte a lungo. In modo particolare, qui nella diocesi di Roma, in tre chiese sarà prevista l’animazione di giovani volontari: si tratta di Sant’Agnese in Agone a piazza Navona, la chiesa delle Stimmate a largo Argentina e Santa Maria in Trastevere.

Tre chiese che si trovano in tre luoghi centrali della città, frequentati da giovani e turisti. Lei conta sulla loro partecipazione?
Sono senz’altro tre luoghi centrali dove sappiamo che il venerdì trovano passaggio tanti romani, tanti turisti, che pensano di trascorrere un fine settimana diverso. Saranno avvicinati dai giovani volontari che proporranno loro di vivere un momento di tenerezza, di silenzio, di adorazione, di incontro con la misericordia del Signore. Ho motivo di sperare che come lo scorso anno centinaia di persone si accosteranno al sacramento e ritroveranno la gioia per riprendere con entusiasmo la via della fede. Questo continuerà anche il sabato mattina soprattutto a Sant’Agnese, che resterà aperta, e si concluderà poi con la celebrazione dei vespri nel pomeriggio a Santo Spirito in Sassia, santuario della Divina Misericordia.

Il Pontificio Consiglio ha allargato l’invito anche ad altre diocesi?
Il mondo intero è coinvolto in questa iniziativa. Come lo scorso anno, ma ancora di più, stiamo ricevendo adesioni da ogni parte del mondo. In alcune diocesi resterà aperta la cattedrale; in molte altre Chiese locali anche diverse parrocchie e santuari. Siamo sommersi dalla partecipazione a questa iniziativa. Non dimentichiamo che il Papa ne ha voluto parlare direttamente mandando il messaggio per la Quaresima, e ha accennato all’iniziativa come a un modo gioioso per celebrare questo tempo liturgico.

9 mazo 2015