Tre voli umanitari da Gaza all’Italia

A bordo pazienti palestinesi tutti provenienti dalla Striscia, nell’ambito delle operazioni di evacuazione sanitaria e accoglienza portate avanti dal governo italiano. Tra loro Adam, che ha perso il padre e 9 fratelli. Ad accoglierli, il ministro degli Esteri Tajani

Ci sono anche Adam e sua madre, la dottoressa Alaa al-Najjar – che era al lavoro al Nasser Medical Center quando i jet di Tel Aviv hanno sganciato le bombe sulla sua casa uccidendo suo marito e 9 dei suoi 10 figli -, tra i pazienti palestinesi arrivati ieri sera, 11 giugno, in Italia, a bordo di tre voli umanitari, nell’ambito delle operazioni di evacuazione sanitaria e accoglienza portate avanti dal governo italiano. Ad accoglierli, a Milano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha chiesto la ripresa delle operazioni di accoglienza di malati palestinesi nel nostro Paese. A oggi infatti le evacuazioni sanitarie hanno permesso di ricoverare presso strutture sanitare in Italia 133 bambini di Gaza. «Operazioni rese possibili anche grazie al ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha sempre reso disponibili gli assetti delle forze armate per organizzare i trasferimenti», chiariscono dalla Farnesina.

Quella di ieri è la più importante operazione di evacuazione sanitaria finora sostenuta, che coinvolge in tutto 17 minori feriti e malati, accompagnati da 53 familiari. In tutto, 70 persone, sbarcate all’aeroporto di Linate.  «Grazie mille – ha detto la madre di Adam – non ho parole. È un piacere enorme essere qui in Italia». Tajani l’ha accolta dicendole: «Benvenuta in Italia, siamo contenti di averti qui». E ad Adam ha regalato un pallone da calcio.

«L’arrivo di Adam e di altri bambini con le loro famiglie da Gaza in Italia ci riempie di gioia – dichiara il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini -. Le immagini del loro arrivo stanotte non sono un simbolo di pace, che purtroppo tarda disumanamente ad arrivare, ma una speranza di salvezza che deve arrivare forte al cuore di tutti». Da Iacomini anche un «grazie di cuore al lavoro instancabile dell’Unità di crisi, del ministro degli Esteri, degli ospedali, dei medici, dei volontari e delle organizzazioni che cureranno e accoglieranno questi bambini nelle loro strutture e nelle loro case. Credo che questa iniziativa sia in linea con il pensiero di tanti italiani che oggi come mai prima vogliono poter dare il loro contributo per i bambini di Gaza colpiti da questa catastrofe umanitaria».

L’auspicio espresso dal portavoce di Unicef Italia è «che questo tipo di attività proseguano, come anche che tacciano le armi e si consenta agli aiuti di entrare, perché le condizioni della popolazione sono critiche, i tassi di malnutrizione aumentano di giorno in giorno così come il rischio di malattia letali come la polio, il colera e molte altre. A Gaza ci sono 1 milione di bambini sotto i 18 anni, 34mila sono feriti, in migliaia camminano per le strade affamati e assetati senza neanche più sapere dove sono i genitori. Abbiamo beni essenziali da distribuire pari a mille camion fermi al confine, ecco perché chiediamo con forza come ha fatto anche ieri il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella un cessate il fuoco, il rilascio di tutti gli ostaggi e l’apertura di tutti valichi per consentire agli aiuti di raggiungere questi esseri umani disperati. È una corsa contro il tempo – conclude -. Ora o mai più».

Intanto i pazienti palestinesi sono stati ricoverati nelle strutture ospedaliere che hanno dato la disponibilità ad accoglierli, tra cui, a Roma, il Policlinico Gemelli e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Secondo la Farnesina, «l’Italia si conferma il quarto Paese al mondo – il primo fra quelli occidentali – ad aver organizzato l’evacuazione e il trasferimento in ospedali specializzati di pazienti provenienti dalla Striscia».

12 giugno 2025