Ucraina: la telefonata tra Meloni e Trump

Il colloquio con i “volenterosi” – i leader di Regno Unito, Francia e Germani – prima dell’annunciata conversazione telefonica tra il presidente Usa e il russo Putin. Ribadito il sostegno dell’Italia agli sforzi «per una pace giusta e duratura in Ucraina»

Alla vigilia della telefonata annunciata per questo pomeriggio, 19 maggio, alle 16 tra il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, ieri sera la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con il leder Usa, insieme ai “volenterosi”, vale a dire i leader di Regno Unito, Francia e Germania: rispettivamente, Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. Una telefonata di consultazioni, in vista dell’appuntamento di oggi.

La notizia è arrivata questa mattina da Palazzo Chigi. «La presidente del Consiglio – si legge in una nota – ha innanzitutto ribadito il sostegno dell’Italia, insieme ai partner europei e occidentali, agli sforzi del presidente Trump per una pace giusta e duratura in Ucraina, sottolineando l’importanza di un cessate il fuoco immediato e incondizionato». La premier ha anche espresso  «apprezzamento per la disponibilità dimostrata ancora una volta da parte ucraina a favore del dialogo», reiterando l’auspicio che «Mosca si impegni seriamente attraverso contatti diretti tra leader in un negoziato che conduca alla pace».

I capi di Stato e di governo «hanno discusso della situazione in Ucraina e del costo catastrofico della guerra per entrambe le parti», ha affermato in una nota un portavoce dell’ufficio di Keir Starmer. «Prima della telefonata tra il presidente Trump e il presidente Putin – ha aggiunto -, i leader hanno discusso della necessità di un cessate il fuoco incondizionato e della necessità che il presidente Putin prenda sul serio i colloqui di pace». Sul tavolo, dopo il fallimento dei colloqui del 16 maggio in Turchia tra Kiev e Mosca, anche il tema delle sanzioni, «se la Russia non si impegna seriamente in un cessate il fuoco e in colloqui di pace», sono le parole che arrivano da Downing Street.

19 maggio 2025