Ucraina, Shevchuk: «Oltre 2,5 milioni gli ucraini deportati»
L’arcivescovo maggiore di Kiev fa riferimento ai dati Onu. «È una grande ferita». Preoccupa in particolare la situazione dei ragazzi: lezioni in presenza solo in 3mila scuole
Nel suo video messaggio quotidiano diffuso ieri sera, 8 settembre, anche in lingua italiana, l’arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco cattolica ucraina, fa riferimento ai dati denunciati al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Numeri che raccontano «un altro crimine commesso dalla Russia contro il popolo ucraino», con più di 2,5 milioni di ucraini deportati, in particolare dai territori occupati dell’est e del sud, e condotti nell’Estremo Oriente, in Siberia. Tra loro anche 38mila bambini, molti dei quali deportati senza i genitori. Nelle parole del presule, «questa è una grande ferita del popolo ucraino, un grande dolore. Oggi dovremmo pregare in particolare per coloro che sono passati attraverso i campi di concentramento, di filtrazione e, di conseguenza, sono stati costretti a lasciare le loro città e villaggi sotto il fuoco delle mitragliatrici».
Riferendo che 5 missili russi hanno colpito Kharkiv di notte e che molte altre città e villaggi dell’Ucraina vengono bombardati proprio di notte, l’arcivescovo rimarca che «questa guerra continua a infliggere profonde ferite al nostro popolo e continua a causare enormi conseguenze umanitarie. La loro dimensione probabilmente non è ancora del tutto realizzata, sia dagli stessi ucraini che dalla comunità internazionale. Ma già oggi – prosegue – gli esperti sottolineano che il 57% degli ucraini è traumatizzato, ha subito qualche tipo di trauma legato alla guerra. Molti soffrono del cosiddetto disturbo da stress post-traumatico. Questo non può che influenzare l’umore della nostra società, la sua sensibilità, tutti quei processi che poi incidono sulla costruzione delle relazioni interpersonali».
A destare preoccupazione è in particolare la situazione che vivono i ragazzi. Basti pensare che nel Paese l’anno scolastico è iniziato proprio ieri ma «mezzo milione di studenti si trovano fuori dall’Ucraina. Allo stesso modo, fuori dall’Ucraina ci sono più di 16mila insegnanti». Infatti delle 13mila scuole che hanno iniziato il loro percorso annuale solo 3mila, all’incirca, hanno potuto organizzare la formazione in presenza; nel resto delle scuole si studia a distanza o in formato misto. Circa 4 milioni, comunque, i bambini che hanno iniziato i loro studi. «Oggi quei bambini e i loro genitori devono essere al centro della cura e dell’attenzione speciale della Chiesa, della nostra preghiera comune», l’esortazione di Shevchuk.
9 settembre 2022

