Ucraina: un anno fa la liberazione di Bucha. Bombe su Zaporizhzhia
Colpito il distretto dove si trova la centrale nucleare più grande d’Europa. Distrutte infrastrutture civili ma nessuna vittima. Il presidente Zelensky un anno dopo il ritiro delle truppe russe da Bucha: «Puniremo ogni colpevole»
Ancora bombe, nella notte e nel primo mattino di oggi, 31 marzo, sul distretto di Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud-orientale, dove si trova la centrale nucleare più grande d’Europa. Secondo le autorità dell’Amministrazione militare regionale, le unità militari della Federazione russa hanno lanciato una serie di attacchi con un sistema missilistico antiaereo provocando la distruzione di infrastrutture civili. «È scoppiato un incendio», dichiarano ai media locali, aggiungendo che anche «le case vicine sono state danneggiate dall’onda d’urto». In ogni caso, «non ci sono vittime».
Sotto il fuoco russo, nelle ultime 24 ore, anche il distretto di Kherson, nell’Ucraina meridionale, bombardato per 64 volte. Ucciso un civile, riferisce Uninan, dando notizia anche distruzioni nei quartieri residenziali. Il capo dell’amministrazione militare regionale Oleksandr Prokudin ha affermato che «nell’ultimo giorno, il nemico ha effettuato 64 bombardamenti, sparando 243 proiettili. L’oblast di Kherson è stato sotto il fuoco dell’aviazione russa e dell’artiglieria».
Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ricorda su Telegram il primo anniversario della liberazione di Bucha. «33 giorni di occupazione. Più di 1.400 morti, tra cui 37 bambini. Più di 175 persone sono state trovate in fosse comuni e camere di tortura. 9mila crimini di guerra russi. 365 giorni da quando è di nuovo una città ucraina libera. Un simbolo delle atrocità dell’esercito del Paese occupante. Non perdoneremo mai. Puniremo ogni colpevole», scrive,
31 marzo 2023

