Ue: via libera alle nuove sanzioni contro la Russia
Nel pacchetto anche il price cap al petrolio. La presidente della Commissione Von der Leyen: ridurre la dipendenza energetica da Mosca. L’intento di fissare un tetto anche al prezzo del gas, a tutela di famiglie e imprese. «È necessaria una solidarietà senza precedenti»
Raggiunta nella mattina di oggi, 5 ottobre, nel corso del Coreper – la riunione dei rappresentanti dei Paesi membri – l’intesa tra i 27 sull’ottavo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia. Tra queste, il price cap al petrolio, vale a dire un tetto al prezzo sul mercato. La formalizzazione dell’approvazione arriverà per procedura scritta. Sulla questione energetica intanto ha incentrato il suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo, riunito a Strasburgo, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, invocando unità e solidarietà da parte degli Stati membri.
Nelle ultime settimane, ha osservato Von der Leyen aprendo il dibattito nell’emiciclo, «il Cremlino ha intensificato la sua aggressione a un nuovo livello. Putin ha lanciato la prima mobilitazione russa dalla seconda guerra mondiale, trattando centinaia di migliaia di giovani russi come carne da cannone». In più, «ricorre a referendum farlocchi nel tentativo illegale di modificare i confini internazionali con la forza». Usando ormai «da mesi» l’energia come arma: «La guerra – sono le parole della presidente dell’esecutivo comunitario – sta provocando pesanti difficoltà economiche e sociali e diventa un peso per i nostri cittadini e per le nostre economie». Di qui l’esortazione a «proteggere i fondamenti della nostra economia, e in particolare il nostro mercato unico. È questa la forza dell’Unione europea».
Mettendo in guardia dal rischio della frammentazione, Von der Leyen ha ribadito l’esigenza di «una soluzione europea comune», per arrivare alla quale «è necessario mantenere condizioni di parità per tutti nell’Unione europea». Quindi, riferita ai recenti attacchi ai gasdotti Nord Stream 1 e 2, ha aggiunto che occorre proteggere meglio le infrastrutture critiche. «Per questo – ha detto – presenteremo un piano in cinque punti: in primo luogo, dobbiamo essere più preparati; quindi dobbiamo sottoporre le nostre infrastrutture a stress test. In terzo luogo, aumenteremo la nostra capacità di risposta attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Unione, anche per sostenere gli Stati membri nell’affrontare l’interruzione delle infrastrutture». Quarto punto: «Sfrutteremo al meglio la nostra capacità di sorveglianza satellitare per individuare potenziali minacce. Infine, rafforzeremo la cooperazione con la Nato e con i partner chiave come gli Stati Uniti su queste questioni».
Guardando all’obiettivo dell’indipendenza energetica, la presidente della Commissione si è soffermata su RePowerEu, «uno strumento fondamentale», che «consentirà di investire in infrastrutture – gasdotti, interconnettori, energie rinnovabili – e per supportare imprese e famiglie a investire nella efficienza energetica». Le forniture di gas infatti, ha rilevato, sono uno strumento bellico nelle mani di Putin. E intanto, «l’aumento dei costi energetici sta comportando una riduzione del potere d’acquisto per i cittadini e una perdita di competitività per le nostre imprese».
Diversi però i «passi importanti» già compiuti negli ultimi 7 mesi. «Abbiamo diminuito il nostro consumo di gas di circa il 10% – è la ricostruzione di Von der Leyen -. Le forniture complessive di gas russo sono passate dal 41% al 7,5%», a vantaggio delle importazioni di gas naturale liquefatto, «soprattutto da fornitori affidabili come Stati Uniti e Norvegia». Quindi ha spiegato l’impegno a intensificare trattative con la Norvegia, per tenere sotto controllo «il prezzo che paghiamo per le importazioni di gas. Come Unione abbiamo un notevole potere di mercato. E molti dei nostri fornitori vogliono concludere accordi con noi, vantaggiosi per entrambe le parti», ha assicurato la presidente della Commissione Ue, garantendo al momento la disponibilità di uno stoccaggio del 90% di gas, sufficiente ad affrontare l’inverno. «Rafforzeremo la nostra piattaforma energetica: è un interesse collettivo. Dobbiamo però evitare uno scenario in cui gli Stati membri tornano a fare offerte più alte sui mercati mondiali facendo lievitare i prezzi per l’Europa», il monito. Si tratta insomma di fissare un tetto al prezzo del gas – il price cap -, il quale influisce su quelli dell’energia usata per industria e consumi privati: una «forchetta di prezzi» tale da consentire approvvigionamenti a prezzi abbordabili.
5 ottobre 2022

