Un pensiero per Paolo

La notizia del possibile ritrovamento delle spoglie del gesuita romano Dall’Oglio, scomparso in Siria nel 2013, torna ad accendere i riflettori sulla sua vicenda. E sul suo sacrificio, uno dei tanti segni, nella fede, della “vittoria dei vinti”

La notizia di un possibile ritrovamento delle spoglie mortali di padre Paolo Dall’Oglio, missionario gesuita, noto per aver rifondato in Siria la comunità monastica cattolico-siriaca Al-Khalil del Deir Mar Musa al-Abash, ha portato nuovamente alla ribalta la tragica vicenda del suo rapimento avvenuto 12 anni or sono.

Nonostante l’inesorabile passare del tempo, la speranza che egli fosse ancora in vita ha sempre dimorato nel cuore di chi ha avuto modo di incontrarlo e conoscerlo. Sebbene, al momento, non vi sia ancora certezza che il corpo rinvenuto in una fossa comune, localizzata nella Siria settentrionale, sia quello di padre Paolo, il suo ricordo sarà sempre vivo nella Chiesa di Roma che lo considera un testimone esemplare del dialogo interreligioso in Medio Oriente. Una terra martoriata dove il sacrificio di questo gesuita romano è uno dei tanti segni, nella fede, della “vittoria dei vinti”.

Indipendentemente dall’esito delle indagini autoptiche, fare memoria di padre Paolo sarà sempre un dovere per chi crede nella forza della Parola. Infatti, come leggiamo nel Vangelo di Giovanni, «se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto». A nome del Centro missionario diocesano di Roma, non posso che esprimere il nostro orgoglio per quello che egli ha fatto ed è stato per tutti noi, dando voce a coloro che vivono nei bassifondi della Storia contemporanea. (*direttore del Centro missionario della diocesi di Roma)

4 giugno 2025