Unione europea: raggiunta l’intesa sul price cap per il gas

Arrivato il parere positivo di Berlino. Resta il no dell’Ungheria. Mosca: «Accordo inaccettabile che crea distorsione nel mercato, reagiremo»

Alla fine è arrivato, in seno all’Unione europea, l’accordo sul price cap al prezzo del gas: un tetto massimo di 180 euro, attivabile per venti giorni, a partire dal prossimo febbraio. La premier italiana Giorgia Meloni e il ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin parlano di «vittoria dell’Italia», che dal marzo scorso – quando il Consiglio dei ministri era guidato da Mario Draghi – era in prima linea sul tema. Diametralmente opposto il parere di Mosca. A parlare è il portavoce del Cremlino Dimitrio Peskov: «È un accordo inaccettabile che crea distorsione nel mercato, reagiremo», assicura.

I leader europei ne avevano già parlato la scorsa settimana: il pacchetto energia – che comprende anche la piattaforma comune per gli acquisti del gas e la solidarietà tra Paesi membri in caso di emergenza delle forniture – va finalizzato. Nell’ultimo Consiglio Affari energia dell’anno, ieri, 19 dicembre, è arrivata quindi l’intesa sulla proposta di compromesso della presidenza ceca: tetto al costo del gas se il prezzo all’ingrosso supera i 180 euro per MWh per tre giorni lavorativi e sarà superiore di 35 euro al prezzo del Gnl sui mercati globali. In caso di emergenza nella sicurezza dell’approvvigionamento, naturalmente, il cap può essere disattivato immediatamente. «L’Unione europea – ha assicurato il commissario all’Energia Kadri Simson – e sarà meglio preparata per la prossima stagione invernale e per il nuovo round di riempimento degli stock».

L’obiettivo del più ampio consenso possibile non è stato raggiunto, con Austria e Olanda che si sono astenute e l’Ungheria che ha votato contro. L’accordo politico è stato raggiunto a maggioranza qualificata: la cosiddetta procedura scritta formalizzerà l’intesa sul tetto e sull’intero pacchetto energia. Significativo comunque il sì della Germania, che ha ottenuto una modifica al regolamento sui permessi sulle rinnovabili. Per l’Ungheria invece il ministro degli Esteri Peter Szijjarto ha affermato: «Saremo liberi su eventuali modifiche al contratto per le forniture di gas con la Russia, senza notificarlo alla Commissione».

Nell’analisi del ministro italiano Pichetto Fratin, «ha prevalso la volontà di tenere unita l’Ue». Si tratta, ha rilevato, del «primo passo per calmierare le bollette». Ora, ha spiegato, il prossimo obiettivo energetico dell’Italia in Ue è il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, piano che la Commissione dovrebbe completare entro marzo. Alle sue parole si sono aggiunte, da Roma, quelle della premier Meloni, da cui è arrivato il grazie al suo predecessore Mario Draghi, che il 9 marzo aveva avanzato la proposta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

A fine giornata la Borsa di Amsterdam ha chiuso in calo del 6% a 108 euro al megawattora.

20 dicembre 2022