Unrwa, Amnesty: «Criminalizzato l’aiuto umanitario»
Il riferimento è alla legge di Israele che vieta all’Agenzia Onu di operare nel Paese. Callamard: «Attacco ai diritti dei rifugiati palestinesi. Peggiorerà una crisi disastrosa»
«Un attacco diretto ai diritti dei rifugiati palestinesi». La segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard sceglie queste parole per definire la legge approvata dal Parlamento israeliano che vieta all’Unrwa (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino oriente) di operare in Israele. Parla di «legge incosciente», che «è chiaramente pensata per rendere impossibile l’operato dell’Unrwa nel Territorio palestinese occupato, costringendo l’Agenzia alla chiusura della sua sede a Gerusalemme est e negando i visti al suo personale. Ciò equivale a criminalizzare l’aiuto umanitario e peggiorerà una crisi umanitaria già disastrosa», afferma.
Callamard ricorda il «ruolo indispensabile» ricoperto dall’Unrwa «nella fornitura di cibo, acqua, assistenza medica, istruzione e rifugio ai quasi due milioni di palestinesi della Striscia di Gaza che, negli ultimi 12 mesi, sono stati sfollati con la forza, sottoposti a una carestia indotta e, a causa dell’offensiva incessante di Israele, col grave rischio di genocidio». Questa legge, sostiene, «va contro l’ordine della Corte internazionale di giustizia, che ha imposto a Israele di garantire sufficiente assistenza umanitaria e facilitare i servizi di base. Da 75 anni l’Unrwa è una risorsa vitale per i rifugiati palestinesi nella Striscia di Gaza occupata, in Cisgiordania e nei Paesi vicini. La situazione del popolo palestinese sarebbe ancora più grave senza l’instancabile impegno dell’Unrwa negli ultimi tre quarti di secolo».
Nell’analisi di Callamard, «questa legge disumana e vergognosa non farà altro che aggravare la sofferenza dei civili palestinesi, i quali, dopo l’attacco di Hamas e altri gruppi armati nel sud di Israele di un anno fa, sopportano difficoltà indicibili e hanno un bisogno di sostegno internazionale più forte che mai. La comunità internazionale deve condannare con forza questa legge – incalza – e usare tutta l’influenza a sua disposizione per spingere il governo israeliano a ritirarla».
Mentre infatti Israele, «potenza occupante, continua a violare palesemente i propri obblighi verso i rifugiati palestinesi a Gaza e nel resto del Territorio palestinese occupato – ricorda Amnesty – l’Unrwa rappresenta da lungo tempo un’ancora di salvezza, fornendo assistenza umanitaria indispensabile, istruzione e alloggi. L’Agenzia offre anche aiuti essenziali a milioni di profughi palestinesi che vivono nei Paesi arabi confinanti».
Sostenere il soccorso e lo sviluppo umano dei profughi palestinesi è l’obiettivo con cui l’Agenzia Onu è stata fondata nel 1949, finanziata quasi interamente da contributi, su base volontaria, degli stati membri dell’Onu. L’Unrwa definisce come rifugiati palestinesi le «persone la cui residenza abituale si trovava in Palestina tra il 1° giugno 1946 e il 15 maggio 1948 e che hanno perso alloggio e mezzi di sussistenza a seguito del conflitto del 1948».
Nel gennaio 2024 i finanziamenti all’Unrwa si erano fermati, con lo stop di oltre 10 Stati e della stessa Unione europea, in seguito alle accuse secondo cui alcuni suoi operatori avrebbero partecipato agli attacchi del 7 ottobre compiuti da Hamas e altri gruppi armati palestinesi nel sud di Israele. L’Unrwa ha immediatamente licenziato 9 dipendenti in relazione a tali accuse. Quasi tutti gli Stati che avevano sospeso i finanziamenti all’Unrwa li hanno da allora ripristinati tranne gli Stati Uniti, dove il finanziamento resta congelato fino almeno al marzo 2025.
30 ottobre 2024

