Usa: la Corte Suprema boccia Trump sui fondi Usaid

Con 5 voti a favore e 4 contrari, respinta la richiesta del presidente americano: devono essere riavviati i pagamenti dovuti agli appaltatori che hanno già completo il loro lavoro

Sui fondi per l’Usaid, l’agenzia americana per lo sviluppo finita nel mirino del presidente Trump e di Elon Musk fin dai primi giorni dopo l’insediamento alla Casa Bianca, la Corte Suprema ha respinto il tycoon, che aveva chiesto di respingere l’ordinanza del tribunale di prima istanza. Trump aveva deciso di azzerare il 92% dei finanziamenti destinati all’estero di Usaid, contribuendo all’obiettivo di riduzione delle spese pubbliche del Dipartimento per l’Efficienza del governo, di Musk attraverso tagli a circa 10mila progetti. Un quasi azzeramento degli aiuti che si inserisce nella volontà di smantellare l’agenzia, considerata per decenni nell’interesse americano in quanto “veicolo” di alleanze e stabilità. Lo confermano i licenziamenti in massa del personale.

La Corte Suprema – il massimo organo giurisdizionale degli Usa, composto a maggioranza da giudici nominati proprio da Trump – ordina invece di riavviare i due miliardi di dollari di pagamenti dovuti agli appaltatori che hanno già completato il loro lavoro. A mettere in moto la causa era stato il ricorso di due importanti appaltatori di Usaid, l’Aids Vaccine Advocacy Coalition e il Global Health Council, con la scelta di rivolgersi a un tribunale locale per contestare il taglio dei fondi da parte dell’amministrazione. Un primo giudice, Amir Ali, nominato da Biden,  ha emesso un’ordinanza temporanea per ripristinare i due miliardi di pagamenti nell’attesa di esaminare il merito della questione. L’amministrazione Trump aveva definito l’ordinanza di Ali «incredibilmente intrusiva e profondamente errata» e contestava il fatto che i tempi per onorare il debito imposti dal giudice fossero troppo stringenti e inattuabili. Dopo una serie di passaggi intermedio, della questione è stata investita la Corte Suprema.

5 marzo 2025