Vallini ai sacerdoti: «Preparare la via del Signore con la testimonianza»
Chiusura del triduo dedicato a San Giovanni Battista, venerdì 24 giugno. Il cardinale vicario: «Il prete è uomo di parola e insegnamento»
Chiusura del triduo dedicato a San Giovanni Battista, venerdì 24 giugno. Il cardinale vicario: «Il prete è uomo di parola e insegnamento»
Con la sua testimonianza di vita, la predicazione e il martirio, San Giovanni Battista è un esempio per i sacerdoti e tutti i cristiani. Lo ha detto il cardinale vicario Agostino Vallini che venerdì sera, 24 giugno, ha chiuso il triduo di festeggiamenti in occasione della natività di San Giovanni celebrando la Messa solenne nella basilica lateranense.
Con l’arciprete della basilica papale hanno concelebrato: monsignor Luca Brandolini, vicario di Vallini, monsignor Angelo De Donatis, vescovo ausiliare di Roma e responsabile del servizio per la formazione permanente del clero, un vescovo brasiliano dello Stato di Bahia e 21 sacerdoti che quest’anno celebrano il loro giubileo sacerdotale e, come da tradizione, hanno rinnovato le promesse sacerdotali. Nella diocesi di Roma sono 46 i presbiteri che celebrano il venticinquesimo anniversario di sacerdozio, 41 il cinquantesimo e 14 il sessantesimo.
«Parlando di Giovanni Battista il Vangelo usa più volte il verbo “preparare” perché è colui che prepara la via a Gesù con la sua testimonianza di vita, la parola e il martirio» ha affermato Vallini aggiungendo che il precursore di Cristo ha trascorso la vita nel deserto vestito di peli di cammello, cibandosi di locuste, e con la sua predicazione ha aperto la via al Signore usando spesso un linguaggio schietto ma anche duro pur consapevole di attirarsi le ira di molti.
«È un esempio per ogni cristiano, soprattutto oggi – ha dichiarato Vallini durante l’omelia -. C’è bisogna di preparare le vie al Signore. Chi entra nei cuori non siamo noi, se lo facessimo sbaglieremmo. Chi entra nei cuori è Cristo con la luce della fede, l’ardore della carità, la forza della speranza. Ma bisogna preparargli la via: in qualità di battezzati siamo chiamati con la nostra vita, la nostra parola, il coraggio nelle ore difficili, a spianare la via al Signore. Talvolta si ha la sensazione di trovarsi davanti a cristiani addormentati; ognuno è cristiano per i fatti suoi, in privato, incapace di mostrare il coraggio di testimoniare con parole e opere la gioia della fede in Cristo pur percorrendo strade difficili».
Per il cardinale «il sacerdote è colui che apre la porta a Cristo e alla forza dello Spirito Santo. Siamo chiamati a farlo innanzitutto con la testimonianza della nostra vita, testimonianza che si coglie attraverso segni e uno stile di vita improntato all’essenzialità: Giovanni Battista ha molto da insegnarci in proposito. Il prete è l’uomo della parola e dell’insegnamento: diventiamo annunciatori ad ogni celebrazione meditando seppur brevemente la parola di Dio nella quotidianità. Per essere preti oggi inoltre ci vuole coraggio senza indietreggiare nelle situazioni impegnative e difficili».
Ai circa 500 fedeli che hanno partecipato alla Messa, il cardinale ha chiesto di pregare per i propri sacerdoti e per le nuove vocazioni. «Spesso il popolo di Dio esprime giudizi severi, talvolta anche a ragione, ma non si può solo giudicare un sacerdote, bisogna accompagnarlo, aiutarlo, ascoltarlo anche nel suo ministero – ha affermato -. Non siate solo giudici dei sacerdoti, siate quelli che li affiancano, sostengono, aiutano, confortano, collaborando con loro mettendo a disposizione quello che ognuno ha del proprio tempo libero, intelligenza e capacità».
27 giugno 2016

