Vedove, crescono le richieste di consacrarsi

A un anno dall’istituzione dell’«Ordo viduarum» in diocesi, sono dodici le donne che seguono un cammino di spiritualità. La coordinatrice Grazia D’Anna: «Il nostro, un impegno donato alla comunità»

«Concedi che questi anelli, già segno di amore coniugale, diventino ora segno di amore e consacrazione a te, Dio di ogni bontà». Era il 28 dicembre 2013 quando il vescovo ausiliare Guerino Di Tora benediceva gli anelli delle prime consacrate dell’Ordo viduarum. Otto vedove che, «mediante il voto di castità perpetua», hanno consacrato la loro condizione «per dedicarsi alla preghiera e al servizio della Chiesa». Un anno dopo, l’Ordine – istituito il 24 novembre 2013 – celebra il primo anniversario delle sue consacrate nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere. Sabato 27 dicembre, vigilia della festa della Santa Famiglia, le vedove incontreranno alle 9.30 il vescovo ausiliare Guerino Di Tora per la celebrazione delle delle Lodi e della Messa, alla quale parteciperanno anche le monache benedettine di Santa Cecilia. La madre badessa guiderà, poi, una visita alla basilica, agli scavi archeologici e alla cripta dove è conservato il sarcofago della santa. «Sarà un’occasione importante per ritrovarci con i nostri affetti più cari, le nostre famiglie – dice Grazia D’Anna, coordinatrice dell’Ordine -, per fare memoria della nostra consacrazione e anche per far conoscere la nostra attività».

A poco più di un anno dall’istituzione, nella diocesi di Roma crescono le richieste di vedove che vogliono consacrarsi. «Sono almeno 12 – puntualizza la signora D’Anna – quelle che stanno già facendo un cammino di spiritualità verso la consacrazione». La formazione per tutte è permanente, con incontri mensili di preghiera e anche «per stringere legami di conoscenza e amicizia». Il primo campo d’impegno nel servizio, come chiarisce lo statuto dell’Ordo, è rappresentato dalla cura della famiglia in cui continuano ad essere attive «nella fedeltà alla vocazione coniugale». E poi «il nostro è un impegno che viene donato alla comunità a cui apparteniamo, alla nostra parrocchia – dice la coordinatrice -. Visitiamo i malati, portiamo loro l’Eucaristia, supportiamo l’attività liturgica con il servizio all’altare. Cerchiamo di vivere la nostra vita nella testimonianza e nella preghiera quotidiana». L’«obiettivo» per il 2015 è quello di «uscire». «Papa Francesco, nella veglia di Pentecoste, ha messo in guardia tutti i cattolici: “Guai a chiuderci in noi” – ricorda Grazia D’Anna -, per questo chiederemo ospitalità alle parrocchie romane. Il nostro incontro inizierà con una Messa di suffragio per tutti i mariti delle vedove della comunità, le quali saranno poi invitate ad intervenire e a partecipare alle attività dell’Ordo».

22 dicembre 2014