Verso la Settimana per l’unità dei cristiani

Si comincia il 18 gennaio. La Veglia diocesana il 22 a San Policarpo; conclusione domenica 25 con il Papa a San Paolo fuori le Mura. Filo conduttore dell’ottavario l’episodio della Samaritana. Gnavi: «Rafforzare i legami di fraternità»

La veglia di preghiera per l’unità dei cristiani si svolgerà, giovedì 22 gennaio, in una prefettura, la XX, nel settore Est della diocesi, con un’alta densità di abitanti romeni, ucraini, moldavi: cristiani, ma non cattolici. La ospiterà, alle ore 18.30 la parrocchia di San Policarpo all’Appio Claudio, e vi parteciperanno i rappresentanti delle chiese e comunità ecclesiali non cattoliche presenti a Roma. La veglia di preghiera sarà presieduta dal vescovo ausiliare per il settore Est, Giuseppe Marciante, e la liturgia della Parola sarà celebrata da monsignor Siluan Span, vescovo della Chiesa ortodossa romena in Italia. Durante il momento di preghiera, i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane di Roma compiranno gesti di unità ispirati alla simbologia dell’acqua e di Cristo «fonte viva».

L’acqua sarà il filo conduttore di tutta la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, dal 18 al 25 gennaio. Per l’occasione, infatti, la Comunità ecumenica Taddeide ha preparato un sussidio intitolato «Dammi un po’ d’acqua da bere» e ispirato proprio all’episodio dell’incontro tra Gesù e la Samaritana al pozzo di Giacobbe (Gv 4, 7). «Questa veglia di preghiera – annuncia monsignor Marco Gnavi, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo, che la organizza – sarà un’occasione felice per rafforzare i legami di fraternità che stringono insieme cattolici, ortodossi, evangelici e anglicani. La Samaritana al pozzo ha vissuto molti fallimenti. Ma Gesù può trasfigurare la vita di questa donna rendendola testimone del Vangelo. Nel mondo globalizzato tutti gli uomini rischiano di essere periferici. Questa richiesta carica di fiducia, “Dammi da bere”, invece, ci riporta al centro. Il dialogo al pozzo ci porta a scoprire che l’acqua che ci disseta è Gesù stesso. In questo modo torniamo tutti al centro dell’esperienza cristiana attraverso l’incontro e il dialogo con Gesù, che è vera fonte di salvezza».

Per la parrocchia di San Policarpo ospitare la veglia è risposta alla propria vocazione pastorale. «Abbiamo sempre fatto una veglia di preghiera per l’unità – spiega don Alessandro Zenobbi, parroco di San Policarpo – ma per un periodo abbiamo interrotto questa abitudine. Poi, due anni fa, abbiamo fatto richiesta di ospitarla perché, in fondo, l’ecumenismo è nel dna della nostra comunità. San Policarpo, nel 154, viene scelto dai vescovi dell’Asia minore per parlare con Papa Aniceto affinché si stabilisse un giorno uguale per tutti per celebrare la Pasqua. Il Papa non accolse la sua richiesta ma gli concesse di celebrare la Messa al suo posto durante la notte di Pasqua. Nella nostra parrocchia non ci sono tanti stranieri ma nella nostra prefettura abbiamo una sostanziosa presenza. Domenica 18 – annuncia, infine, don Zenobbi – nella giornata di apertura della Settimana, chiameremo un rappresentante di un’altra confessione a tenere un’omelia sulla necessità di pregare per l’unità dei cristiani».

La Settimana si concluderà domenica 25 gennaio, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, con la celebrazione dei vespri (alle ore 17.30) presieduta da Papa Francesco.

15 gennaio 2015