Verso le europee, creare “Erasmus dell’economia sociale”

Una dotazione di bilancio di 3 miliardi e programma specifico per il periodo 2021-2027 per promuovere la formazione all’imprenditoria sociale e partenariati per lo scambio di buone pratiche. La richiesta di un gruppo di reti e di coordinamenti europei

Creare un “Erasmus dell’economia sociale” che, con una dotazione di bilancio di 3 miliardi di euro, vada a promuovere la formazione all’imprenditoria sociale, sviluppare un partenariato transeuropeo tra imprenditori, rappresentanti di ecosistemi o organizzazioni dell’economia sociale e promuovere partenariati tra autorità pubbliche nazionali e regionali per lo scambio di buone pratiche. È la proposta di un gruppo di reti e di coordinamenti europei dell’economia sociale e solidale e delle autorità locali che chiede alle istituzioni europee un «maggior impegno per mettere in campo politiche in questo settore», che richiede di «attribuire all’economia sociale una priorità programmatica per il periodo 2021-2027, attraverso la creazione di un programma specifico e l’attuazione di un piano d’azione europeo entro la prossima Commissione».

Per le organizzazioni le elezioni del 26 maggio rappresentano «un’opportunità storica per garantire la partecipazione dei cittadini alla definizione del futuro dell’Unione». Un futuro «basato sullo sviluppo sostenibile e sul progresso economico e sociale». L’economia sociale e solidale infatti «non è un’utopia – si legge nel documento -: è già una realtà economica che in Europa riguarda un’impresa su 10, dà lavoro a 13,6 milioni di dipendenti, ha 5,5 milioni di volontari e genera l’8% del Pil europeo. Ha caratteristiche di cui oggi si sente una stringente necessità: ha una finalità sociale o di interesse generale, è locale e si basa sulla re-internalizzazione dei profitti, ha una governance democratica e partecipativa. È quindi una risposta alle sfide della globalizzazione, all’eccessiva finanziarizzazione del mondo economico, alla perdita di fiducia dei cittadini nei decisori pubblici, alla mancanza di democrazia nelle imprese e alla disparità di genere».

Hanno sottoscritto il documento: Claude Alphandéry, Presidente Onorario del “Labo de l’ESS” (Francia), Christiane Bouchart, Presidente del Réseau des collectivités territoriales pour une Economie Solidaire – RTES  (Francia), Michel Catinat, Presidente del progetto Europa presso il Labo de l’ESS  (Francia), Giuseppe Guerini, Presidente della “European Confederation of Industrial and service, cooperatives – CECOP, Antonio D’Alessandro, Presidente di PARSEC Consortium (Italia), Luigi Martignetti, Segretario Generale del Réseau Européen des Villes et Régions de l’Economie Sociale, Jan Olsson, Co-Presidente del « Réseau Européen des Villes et Régions de l’Economie Sociale  Juan Antonio Pedreño, Presidene di Social Economy Europe e della Confederación Empresarial Espanola de la Economia Social” Sébastien Pereau, Segretario Generale di ConcertES  (Belgio) Jérôme Saddier, Presidente di ESS France » Felice Scalvini, Co-Presidente del Réseau Européen des Villes et Régions de  l’Economie Sociale  Denis Stokkink, Presidente di «Pour La Solidarité (Belgio) Hugues Sibille, Presidente del  Labo de l’ESS(Francia) .

22 maggio 2019