Vescovi europei e africani: «L’Africa non ha bisogno di carità ma di giustizia»
Appello congiunto di Comece e Secam, in vista dell’incontro dei ministri degli Esteri dell’Unione africa e dell’Ue: la richiesta di «un partenariato rinnovato, giusto e incentrato sulle persone»
«L’Africa non ha bisogno di carità, né di essere un campo di battaglia per interessi esterni. Ciò di cui ha bisogno è la giustizia e un partenariato fondato sul rispetto reciproco, sulla tutela ambientale e sulla centralità della dignità umana». È la tesi di fondo della dichiarazione congiunta pubblicata oggi, 15 maggio, dalla Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) e dal Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam), in vista dell’incontro dei ministri degli Esteri dell’Unione africana e dell’Unione europea in programma a Bruxelles mercoledì 21 maggio.
Comece e Secam esprimono preoccupazione per i recenti cambiamenti nelle relazioni Ue-Ua, che rischiano di «mettere da parte la promozione della solidarietà e dello sviluppo umano sostenibile a favore di interessi economici e geopolitici strettamente definiti». Riconoscono le buone intenzioni e i risultati positivi di alcuni progetti dell’Ue che promuovono lo sviluppo umano, ma al tempo stesso mettono in guardia contro iniziative che rischiano di replicare modelli estrattivi del passato, privilegiando gli obiettivi aziendali e strategici europei rispetto ai reali bisogni e alle aspirazioni del popolo africano.
Ai responsabili politici europei e africani dunque le due organizzazioni trasmettono 4 indicazioni chiave: anzitutto, riorientare le politiche per proteggere gli ecosistemi e le comunità africane dalle pratiche di sfruttamento; quindi promuovere l’agroecologia, proteggendo i sistemi di sementi gestiti dagli agricoltori e vietando l’esportazione di pesticidi altamente pericolosi in Africa. La terza indicazione: porre fine all’accaparramento delle terre e proteggere i sistemi di proprietà comunitaria nel rispetto della sacralità della terra. Da ultimo, sostenere una visione di partenariato fondata sulla dignità di tutte le persone, sul rispetto reciproco e sull’ecologia integrale.
15 maggio 2025

