Vicariato e Fondazione Roma insieme accanto a giovani e famiglie
Presentato il progetto dedicato all’Inclusione sociale, che prevede la riqualificazione degli spazi di 8 parrocchie. Il vicario Reina: «Giusto che ci siano alleanze per il bene comune»
Nella zona della parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo, a Torre Angela, non ci sono i marciapiedi. E neanche l’ombra di una piazza. Le persone non possono riunirsi nemmeno per scambiare due chiacchiere su una panchina. Nel quartiere scorrazzano le baby gang. Ragazzini di soli tredici anni che vivono per strada. A fianco alla chiesa ci sarebbe un campo da calcio a undici in terra battuta, ma quello che si vede adesso è più simile a un parcheggio abbandonato che a un rettangolo di gioco. Dal 2025, però, grazie alla collaborazione tra Vicariato di Roma e Fondazione Roma, il degrado lascerà posto a ben due campi sportivi, uno accanto all’altro. Il primo sarà da calcio a cinque, l’altro un impianto polivalente dove si potrà pattinare, giocare a basket e a pallavolo.
Ma è solo uno degli interventi a favore delle chiese di periferie della città. Il progetto dal titolo “Inclusione sociale di giovani e famiglie”, presentato oggi, 11 dicembre, nel Palazzo del Vicariato, prevede infatti un investimento di circa 600mila euro per la riqualificazione degli spazi di otto parrocchie per combattere le disuguaglianze e «farsi prossimi a coloro che vivono in situazioni di marginalità», spiegano i promotori.
Il via ai lavori è fissato per gennaio 2025, ha sottolineato Claudio Tanturri, il responsabile della Sezione Sport e tempo Libero del Vicariato di Roma, che ha illustrato i lavori. Tra gli interventi, nuovi manti in erba sintetica per i campi di calcio a cinque, aree gioco accessibili a tutti e anche un teatro rinnovato: Il CineTeatro 33 della parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina, che sarà ristrutturato anche con l’eliminazione delle barriere architettoniche che rendono l’accesso complicato per le persone diversamente abili.
Presente durante la conferenza stampa moderata dalla giornalista di Roma Sette Giulia Rocchi, il cardinale vicario della diocesi di Roma Baldo Reina. È suo «l’augurio che la collaborazione tra la Fondazione Roma e la diocesi capitolina possa continuare». Perché, ha aggiunto, «è giusto che ci siano delle sane alleanze per il bene comune». Alla vigilia del Giubileo, il suo auspicio è che «questi interventi possano portare speranza anche in quelle periferie che talvolta sembrano averla persa». Secondo il cardinale vicario, «soltanto lavorando sull’inclusione sociale dei giovani, innanzitutto, si possono prevenire fenomeni come l’abbandono scolastico o la microcriminalità e combattere quelle disuguaglianze che feriscono la nostra amata città». Infine, ha provato a immaginarsi «il grazie dei bambini che giocheranno in quegli spazi, delle famiglie, dei diversamente abili, e di tutti coloro che finalmente potranno sperimentare un po’ di normalità, quella di cui tutti abbiamo bisogno».
Oltre alla parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo e a quella del Santissimo Redentore, le altre chiese coinvolte sono San Bartolomeo Apostolo a Tomba di Nerone, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, al Labaro, Sant’Ugo alla Serpentara, Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, a Giardinetti, Santi Mario e Famiglia Martiri, alla Romanina, e Sant’Andrea Corsini, a Gregna Sant’Andrea.
Anche monsignor Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma, si è augurato che l’unione di forze possa continuare in futuro. Perché, ha detto, «creare spazi per far giocare i ragazzi non è semplicemente un’assistenza culturale o educativa, ma una tutela dei più deboli». Secondo il vicegerente, «le parrocchie sono il luogo dove molto spesso, soprattutto nelle periferie, trovano rifugio le categorie più fragili. La presenza in parrocchia di alcuni di questi bambini – ha concluso – è una tutela per evitare che stiano in casa ad assistere a cose abominevoli».
Proprio in questa prospettiva si muove la Fondazione Roma. «Il nostro obiettivo primario – ha sottolineato il presidente Franco Parasassi – è quello di dare risposte concrete promuovendo il bene della comunità, laddove esiste un bisogno particolarmente sentito e suscettibile di creare le condizioni per un miglioramento effettivo delle condizioni di vita e per offrire opportunità di una formazione adeguata dei giovani attraverso la pratica sportiva, la socialità e l’inclusione, in un ambito che sappia proporre anche saldi riferimenti etici e spirituali».
Un segno di speranza arriverà anche nella parrocchia Sant’Andrea Corsini, che, grazie agli interventi, potrà vedere crescere l’Asd K Project Roma, un’associazione sportiva dilettantistica nata nel 2014 a favore di ragazzi e ragazze con disabilità e gestita attualmente dal professor Fabio Verdone, docente di Sport da combattimento all’Università degli Studi di Roma – Foro Italico, che già da tempo è attiva nella comunità.
11 dicembre 2024

