Violenza contro le donne: la “sfida” della felicità

Presentato il progetto dell’associazione “Alleati con te”, guidata dalla giornalista Catia Acquesta, che prenderà il via con una serata di beneficenza nella Chiesa degli artisti. Una mano tesa alle vittime

faTrovare nella propria sofferenza la forza di sostenere gli altri. È quello che propone il progetto “Anche tu puoi essere felice”: una mano tesa alle donne vittime di violenza, una voce che si leva a difesa di coloro che non hanno voce andandole a cercare nei luoghi periferici, partendo dalle parrocchie dove spesso si cerca conforto. Ideato da Catia Acquesta, giornalista, scrittrice, presidente dell’associazione per la tutela delle vittime “Alleati con te”, il progetto, un format che prevede monologhi, musica e talk, prenderà il via con una serata di beneficenza martedì 27 maggio nella chiesa di Santa Maria in Montesanto, meglio nota come Chiesa degli artisti, in piazza del Popolo. Poi si sposterà poi in altre parrocchie delle periferie romane e italiane dove saranno creati dei punti di ascolto.

Il calendario dell’iniziativa, presentata ieri, 22 maggio, nell’aula Augusto Cocola della Questura di Roma, è in fase di definizione. Il questore di Roma Roberto Massucci ha riflettuto che negli anni ’80 nella Capitale si registrava un alto numero di omicidi, ma erano pochi quelli in cui le vittime erano donne. Oggi le cose si sono ribaltate. «Quarant’anni fa il 10% di omicidi riguardava donne, oggi i femminicidi sono il 30% – ha affermato -. Va bene la prevenzione, va bene l’azione legislativa ma ciò che facciamo non è mai sufficiente. Serve un cambio culturale. I nostri giovani sono straordinariamente preparati ma è necessario incanalare nel giusto verso le loro energie e questa è una nostra responsabilità». Proprio nei giorni scorsi il questore ha incontrato una vittima di abusi, la quale gli ha spiegato quanto sia stata importante «l’empatia, la condivisione del dolore, la vicinanza delle forze dell’ordine. L’ascolto – ha concluso – è fondamentale».

Catia il tema lo conosce bene, essendo stata lei stessa vittima di violenze, come racconta nei suoi libri. Il logo dell’associazione rappresenta un cuore calpestato, tratto da un suo quadro, stretto in un abbraccio, sintesi del conforto che ha ricevuto e che l’ha aiutata a rialzarsi e che ora offre alle altre donne. Si sta «mettendo in gioco», avvia una campagna per fare prevenzione attraverso la cultura «affinché non avvengano più tali delitti», e alle vittime chiede «di perdonare. Bisogna amarsi – ha detto -, coltivare passioni, provare a perdonare tutto il male ricevuto. È difficile ma è un regalo che facciamo a noi stesse».

Di perdono, al momento, non vuole sentir parlare Antonietta Proietti, 74 anni. Il 5 gennaio 2021 è stata accoltellata otto volte al volto e alla gola dall’uomo con il quale conviveva da 20 anni. «Non so se riuscirò mai a perdonarlo – ha affermato -. Nessuno ha diritto di togliere la vita a un’altra persona». In seguito alla violenta aggressione soffre di problemi cardiaci e circolatori. «Vorrei che la società facesse qualcosa – ha dichiarato -. Bisogna essere più compatti, offrire alle donne un posto dove rifugiarsi e aiuti economici». Per la presidente dell’assemblea capitolina Svetlana Celli «bisogna introdurre tutte le azioni necessarie per attuare un cambiamento culturale. È importante coinvolgere le scuole, parlare di rispetto. Oggi si è perso il senso di rispetto verso il prossimo e non possiamo abbassare la guardia. È urgente lavorare per sradicare il concetto di appartenenza e di proprietà dell’altro».

La nuova emergenza per Fabio Federico, vice presidente dell’associazione “Alleati con Te”, «sono i social network. Lo Stato si è impegnato tantissimo dotandosi di strumenti» come la legge numero 69 del 19 luglio 2019, detta “Codice Rosso”, «le forze dell’ordine fanno un lavoro straordinario ma deve cambiare la cultura della società civile».

23 maggio 2025