Vita consacrata: tante tessere, per l’unico mosaico della Chiesa
Assemblea con il vescovo Riccardi, alla vigilia della 27ª Giornata mondiale, il 2 febbraio. «Tante case di Betania dove si accoglie il Signore nei piccoli». Celebrazioni nei settori
«La vita consacrata nella diocesi di Roma è veramente un mosaico splendido fatto di tante tessere, di tante persone e di tante comunità che nell’impegno quotidiano, spesso discreto, nella fedeltà portano avanti la nostra Chiesa». Lo ha detto il vescovo ausiliare Paolo Ricciardi, delegato per la cura del clero e della vita religiosa, che sabato 28 gennaio ha chiuso i lavori dell’assemblea diocesana della vita consacrata, nella basilica di San Giovanni in Laterano. L’incontro, sul tema “Ascoltare per servire”, è stato organizzato alla vigilia della 27ª Giornata mondiale della vita consacrata che si celebra il 2 febbraio, Festa della presentazione del Signore. Seppur molto partecipata, all’assemblea ha preso parte una rappresentanza delle migliaia di consacrati che operano in diocesi, spesso nel nascondimento, come ha sottolineato Ricciardi. Stando ai numeri forniti da Miriam Fioravanti, referente, con padre Davide Carbonaro, del Cammino sinodale diocesano, a Roma ci sono 28 monasteri di clausura con 500 monache, 1.200 comunità religiose femminili con circa 22.700 suore, 400 comunità religiose maschili con circa 4.500 religiosi, 120 parrocchie affidate a istituti religiosi, 55 istituti secolari, 34 società di vita apostolica, 5 istituti clericali maschili diocesani e 6 istituti religiosi femminili diocesani. E ancora, 75 istituti religiosi di diritto diocesano provenienti da altre diocesi, 77 gruppi, movimenti e associazioni, 10 comunità di nuove forme di vita consacrata, 89 consacrate all’Ordo Virginum e 28 all’Ordo Viduarum, 40 comunità femminili residenti nelle parrocchie, 200 comunità religiose che gestiscono scuole cattoliche, 195 comunità religiose negli ospedali, cliniche, case di cura.
A loro, e ai duemila che hanno seguito l’incontro in streaming sul canale YouTube della diocesi, si è rivolto il vescovo Ricciardi. Il brano evangelico che guida l’anno sinodale è quello di Marta e Maria e, usando come icona proprio la casa di Betania, il presule ha rimarcato che «la vita consacrata a Roma è rappresentata dalle tante case di Betania dove si accoglie il Signore nella persona dei più piccoli e fragili e ci si mette in ascolto di Dio e degli altri». L’augurio del presule – che, come ha specificato il vicario episcopale per la vita consacrata don Antonio Panfili, ufficialmente inizierà il mandato il 31 gennaio – è di abitare sempre questa casa «nei vari passaggi della vita di ogni uomo. Anche io mi metto in ascolto – ha concluso – sperando di poter servire questa diocesi, questa Chiesa che tanto amo, e di rinascere tutti insieme per amore, ascoltando per servire».
L’assemblea è stata animata dagli adolescenti del Punto vocazionale giovani (Pvg), una realtà del Pontificio Seminario Romano Minore nata lo scorso anno, del quale attualmente fanno parte sessanta ragazze e ragazzi, dalla prima media al quinto superiore. Dopo l’illustrazione della sintesi del percorso sinodale della Chiesa di Roma da parte di padre Carbonaro e Fioravanti, si sono alternate quattro testimonianze. Suor Rosa Caruso, delle Suore delle divine vocazioni, si è soffermata sugli incontri organizzati nell’ambito del cammino sinodale e dei gruppi di lavoro composti da suore con vari carismi, «opportunità di crescita e di consapevolezza di comunione». Chiara D’Onofrio dell’Ordo Virginum ha parlato del servizio svolto nella casa circondariale femminile di Rebibbia, dove l’ascolto può essere occasione per «strappare le donne dagli inferi e dalle tenebre che portano nel cuore». Fra Emanuele Meloni ha invece illustrato il progetto di accoglienza R.I.P.A., Rinascere Insieme Per Amore. Nel convento di San Francesco a Ripa, a Trastevere, al momento vivono 15 ragazzi di varie nazionalità a rischio di marginalità sociale, e una famiglia ucraina. Tutti condividono con i frati la vita quotidiana. Infine, don Robin Weatherill, cappellano del policlinico universitario Campus Bio-Medico, ha parlato dell’importanza dell’ascolto dei malati e dei loro familiari negli ospedali e negli hospice. Su questi ultimi, ha sottolineato che «dovrebbero esistere in ogni ospedale perché sono il modo concreto di contrastare l’eutanasia».
L’appuntamento per tutti è alle celebrazioni per la 27ª Giornata mondiale della vita consacrata. Oltre alla Messa del 2 febbraio nella basilica di Santa Maria Maggiore, alle 18, presieduta dal prefetto del dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica João Braz de Aviz, per permettere maggiore partecipazione sono state predisposte liturgie in ogni settore della diocesi. Mercoledì 1° febbraio il vicegerente Baldo Reina celebrerà alle 18 nella parrocchia Nostra Signora de La Salette, per il settore Ovest. Per il settore Est, sempre mercoledì, la Messa sarà presieduta dal vescovo ausiliare Riccardo Lamba, alle 18 a San Giovanni Bosco. Giovedì 2 febbraio il vescovo Daniele Salera celebrerà la liturgia alle 17 nell’istituto delle Orsoline di via Livorno 50, per il settore Nord; infine per il settore Sud la Messa sarà presieduta dal vescovo Dario Gervasi nella parrocchia Santa Maria Regina Apostolorum, alle 16.30.
30 gennaio 2023







