Yemen: appello delle organizzazioni internazionali per il rilascio del personale detenuto
A oggi, sono ancora 23 i membri delle Nazioni Unite e 5 quelli delle ong detenuti arbitrariamente dalle autorità de facto Houthi. «Stavano facendo il loro lavoro. Nulla può giustificare il loro calvario»
Il rilascio immediato e incondizionato del personale umanitario detenuto nello Yemen settentrionale. È quanto chiedono in un appello diffuso oggi, 4 giugno, dieci alti rappresentanti delle Nazioni Unite e delle principali organizzazioni internazionali, affermando che «nulla può giustificare il loro calvario».
A oggi, sono ancora 23 i membri delle Nazioni Unite e 5 quelli delle ong detenuti arbitrariamente dalle autorità de facto Houthi. Alcuni sono in carcere da oltre mille giorni. «Stavano facendo il loro lavoro, aiutando persone in disperato bisogno», scrivono i firmatari dell’appello. Due operatori – uno dell’Onu e uno di Save the Children – sono morti durante la detenzione. Altri hanno perso familiari senza poterli salutare.
Lo Yemen resta una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, con oltre 19 milioni di persone che hanno bisogno di aiuto. Secondo le organizzazioni, la detenzione prolungata ostacola la risposta umanitaria e mina ogni sforzo per la pace. «Gli operatori umanitari non dovrebbero mai essere presi di mira o detenuti mentre svolgono il loro mandato», si legge nell’appello, sottoscritto da Achim Steiner (Undp), Audrey Azoulay (Unesco), Catherine Russell (Unicef), Cindy McCain (Wfp), Tedros Ghebreyesus (Oms), Volker Türk (Ohchr), Hans Grundberg (Onu Yemen), Inger Ashing (Save the Children), Michelle Nunn (Care), Amitabh Behar (Oxfam International).
4 giugno 2025

