Zona a luci rosse, il no del Prefetto

Giuseppe Pecoraro, «sarebbe coem legalizzare un reato». Domani, 11 febbraio, riunione con tutti gli esponenti Pd

Giuseppe Pecoraro, «sarebbe come legalizzare un reato». Domani, 11 febbraio, riunione con tutti gli esponenti Pd

«Le zone a luci rosse a Roma non si possono fare perché significherebbe ammettere la prostituzione, cioè dire che è lecita». Il comune di Roma incassa il secco no del prefetto, Giuseppe Pecoraro che con queste parole si scaglia contro la decisione del sindaco Marino di creare, nel quartiere Eur di Roma, una serie di strade dove regolamentare la prostituzione. «Nel momento in cui si indicano delle zone – ha dichiarato Pecoraro – si configura il favoreggiamento, cioè indurre la prostituzione in quelle strade».

Si profila una guerra di consensi intorno ad una decisione che non smette di far discutere. Tutto è nato nei giorni scorsi, quando il presidente del IX Municipio, Andrea Santoro, aveva annunciato la creazione, ad aprile, di zone di tolleranza per regolamentare il fenomeno della prostituzione in città anche attraverso controlli degli enti di polizia. Un progetto contro cui ha espresso la propria contrarietà Avvenire, che l’ha definita «un’ipocrita e ideologica operazione di decoro urbano». A loro si è aggiunta la voce di suor Eugenia Bonetti, presidente dell’associazione “Slaves no more”, che in un editoriale pubblicato dall’Osservatore Romano scrive: «Indigna la decisione di istituire aree a luci rosse nel quartiere Eur di Roma, proprio negli stessi giorni in cui si celebra la prima giornata mondiale contro la tratta».

Parole a cui si aggiungono quelle del prefetto Pecoraro: «Per cambiare la situazione servirebbe una legge diversa. È una materia molto delicata, per cui servirebbe sicuramente un dibattito in parlamento e in commissione parlamentare per arrivare a una normativa che modifichi la legge Merlin». Intanto, Forza Italia ha fatto sapere che presenterà alla Procura di Roma un esposto contro il sindaco di Roma Ignazio Marino, il presidente del IX Municipio Andrea Santoro e il comandante dei vigili della Capitale Raffaele Clemente, sull’intenzione di creare le zone di tolleranza all’Eur. Nell’esposto, il reato ipotizzato sarebbe quello di favoreggiamento della prostituzione. «Una sentenza della Corte di Cassazione- spiegano dalla sede romana del partito – definisce il reato di favoreggiamento della prostituzione come una qualunque attività idonea a procurare favorevoli condizioni per l’esercizio della prostituzione».

E mentre il minisindaco piddino Santoro rivendica il progetto dei quartieri a luci rosse e non accenna a tornare indietro, il commissario capitolino del partito, Matteo Orfini, annuncia che mercoledì, 11 febbraio, ci sarà una riunione per discutere del progetto, dove parteciperanno consiglieri comunali, parlamentari eletti a Roma, presidenti di municipio e l’assessore capitolino alle politiche sociali, Francesca Danese.

10 febbraio 2015