Ztl fascia verde, si cambia
Modifiche in vista per il provvedimento del Campidoglio. La preoccupazione dei romani e di alcune categorie in particolare. Atteso il parere dei tecnici Arpa
La “Ztl fascia verde” fa discutere. Continua a sollevare polemiche la nuova Ztl di Roma che entrerà in funzione il prossimo 1° novembre per abbattere l’emissione di sostanze inquinanti in città. Nonostante il Campidoglio si appresti a varare la modifica dell’iniziale provvedimento, rinviando al 2025 il divieto di circolazione per i veicoli a diesel Euro 4, il timore di molti cittadini è di dover affrontare una spesa insostenibile per acquistare una nuova auto. Nelle scorse settimane, il presidente di Confartigianato Roma Andrea Rotondo parlava di un «danno economico inaccettabile» per la categoria. «Ho appena comprato una macchina nuova, ma in questa situazione dovrei anche cambiare il furgone con cui lavoro e non posso permettermi di pagare due rate al mese», racconta Renato, che nella vita fa l’ambulante. Giovedì 8 giugno era alla manifestazione in piazza del Campidoglio per chiedere di sospendere il provvedimento su cui, in questi giorni, dovranno esprimersi i tecnici Arpa.
La bozza inizialmente annunciata dall’amministrazione Gualtieri intanto è stata rivista dopo spaccature che hanno investito anche la maggioranza capitolina. Nel nuovo piano sono esentate dai divieti le auto a diesel Euro 4 e quelle a benzina Euro 3. Le prime, però, non potranno più circolare nella Ztl Fascia verde dal 2025. Nessuna deroga, invece, per i taxi. «Abbiamo promosso un ricorso al Tar per una evidente discriminazione rispetto al servizio pubblico di linea che è oggetto di deroga del provvedimento», spiegano da Federtaxi Cisal Roma. A controllare il rispetto delle regole saranno 51 varchi elettronici. Fondamentalmente, si tratta di rendere attuale un divieto già introdotto in passato.
«Riteniamo che queste politiche green vengano calate dall’alto senza il parere dei cittadini», dice il referente del comitato “No Ztl Roma” Angelo Di Stefano. Come lui, in piazza sono in molti a credere che la Ztl Fascia verde non sia necessaria, perché non risponderebbe a nessuna emergenza ambientale. Secondo i dati dell’Arpa Lazio, invece, nel 2022 in alcune zone di Roma sono stati riscontrati valori di biossido di azoto più alti della soglia consentita. «La Ztl Fascia verde andava introdotta molto tempo prima», spiega Claudio Magliulo. È il responsabile della campagna italiana di Clean Cities, l’organizzazione che raggruppa diverse ong ambientaliste per promuovere una mobilità urbana a zero emissioni e che nelle scorse settimane ha scritto all’amministrazione romana formulando alcune osservazioni sulla nuova Ztl. «Il problema dell’inquinamento dell’aria a Roma è rilevante, anche se meno evidente rispetto ad alcune città della pianura padana», prosegue, definendo il provvedimento un primo passo per mettere la Capitale alla pari di centinaia di altre città europee dove le limitazioni all’accesso e alla circolazione dei veicoli inquinanti hanno fatto registrare sensibili miglioramenti nella qualità dell’aria.
Più che di misure ambientali, infatti, si tratta di misure a tutela della salute pubblica. È un’impostazione adottata anche dal Campidoglio per spiegare il senso dell’intervento. «È una misura classista – denuncia Matteo -. Per lavoro spesso devo spostarmi da Montesacro al centro di Roma». Anche lui è in piazza per protestare, accanto ad altre persone vicine a posizioni “no vax”, tra i poco più di 150 partecipanti. Per mitigare i disagi della Ztl, il Comune ha pensato di introdurre dei bonus di ingressi gratuiti in Fascia verde per tutti i veicoli più vecchi. Nel 2023 saranno 60 che si ridurranno a 30 nel 2024 e a cinque nel 2025. A questi, inoltre, si aggiungono i 52 ingressi liberi della domenica, unico giorno della settimana in cui non si applicheranno le restrizioni. In alternativa ai bonus progressivi, poi, il Campidoglio ha inserito nel piano il sistema Movein che, tramite un dispositivo installato sull’auto, conta i chilometri percorsi fino a una soglia massima annuale che varia a seconda della classe del veicolo. Per fare un esempio, si va da un limite massimo di 600 chilometri per le auto a benzina e diesel Euro 0, sino ai 4mila per i veicoli diesel Euro3. Una soluzione bocciata da chi protesta e criticata dagli ambientalisti. «Così si finisce per depotenziare l’effetto della misura», commenta Magliulo.
Resta aperto il dibattito sulla mobilità alternativa in una città che sconta gravi sofferenze nel trasporto pubblico, ma che vorrebbe incoraggiare i cittadini a lasciare l’auto nei parcheggi di scambio per usare la metro. «A Roma è impossibile usare i mezzi», osserva Claudio, che per raggiunge il lavoro impiegherebbe circa due ore e mezzo se usasse metro, bus o tram. Anche per questo il Comune starebbe pensando di incentivare l’uso dello sharing tramite agevolazioni a chi si abbona al trasporto pubblico. Per una graduale sostituzione dei veicoli più inquinanti, invece, sarebbero necessari sostegni economici robusti. E la palla, a questo punto, passerebbe alla Regione Lazio e al governo nazionale.
13 giugno 2023

