Zuppi: «Il Papa possa continuare a essere testimone del Vangelo di misericordia»

Il presidente Cei ha guidato la preghiera del Rosario per la salute di Francesco, ricoverato al Gemelli per una polmonite bilaterale. «Il Signore lo renda forte nella fede e gli doni la guarigione così che possa tornare al suo servizio per la Chiesa e per il mondo

Alla fine del decimo giorno di degenza di Francesco al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale, il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi ha guidato ieri sera, 23 febbraio, la preghiera del Rosario nella chiesa di San Domenico, a Bologna, per la sua salute. «O Dio, che in Maria, madre del tuo Figlio, hai posto il segno della nostra difesa e del nostro aiuto, concedi a Papa Francesco di godere la salute del corpo e dello spirito perché continui ad essere per la Chiesa testimone del tuo Vangelo di misericordia»: questa l’invocazione con cui si è aperta la preghiera.

Nelle parole del porporato, «la Parola di Dio e la preghiera raccoglieranno ed esprimeranno tutte le nostre parole, con pienezza, e ci aiuteranno a sentirci in comunione tra noi, con il Santo Padre e con le Chiese in Italia che si ritroveranno, nei prossimi giorni, nella dolce compagnia di Maria per intercedere per la salute del Papa. In tanti, nell’amicizia, hanno affidato a noi la preghiera – ha continuato -. Sono giunti numerosi attestati di riconoscenza e stima che presentiamo al Signore perché renda forte nella fede Papa Francesco e gli doni la guarigione così che possa tonare al suo servizio per la Chiesa e per il mondo intero».

Ancora, il cardinale ha osservato che «farà piacere al Papa il fatto che, insieme a lui, ricordiamo tutti gli ammalati, anche quelli dimenticati: le persone sole, quanti vivono la malattia segnati dalla violenza e dalla guerra. Gesù, nostra speranza certa, ascolti la nostra preghiera: “Spes non confundit”, la speranza non delude». Quindi ha concluso con l’invito a continuare «a portare nel cuore la Parola di Dio nella preghiera e a sentirci in comunione, tra di noi e con Papa Francesco, perché il Signore possa dare guarigione e possa tornare al suo servizio per tutta la Chiesa e per il mondo intero, come sappiamo».

24 febbraio 2025