Zuppi porta a Rebibbia femminile i ventilatori donati dalla Cei

L’iniziativa dei vescovi italiani, che coinvolge tutte le carceri del Paese. Ad accogliere il cardinale, la direttrice Nadia Fontana, il cappellano don Carosella e l’ispettore generale dei cappellani don Grimaldi. Il porporato: «Chi ha sbagliato non resta sbagliato»

«Piacere, Matteo». Così il cardinale Matteo Zuppi si è presentato alle detenute della Casa circondariale femminile di Rebibbia a Roma, in una visita avvenuta ieri, 12 giugno. Una trentina di loro, in rappresentanza delle 350 ristrette presenti nella struttura, hanno accolto con calore il presidente della Cei, che ha ricordato: «Io pure stavo da queste parti quando facevo il parroco di Torre Angela». Il presidente dei vescovi ha testimoniato la vicinanza della Chiesa italiana alle detenute e ai detenuti, attraverso il dono della Cei di ventilatori – 2mila in tutto – a tutte le carceri d’Italia, , consegnati attraverso la rete dei cappellani. A Rebibbia ne sono stati portati 80. Come «un bacio della Chiesa», ha detto Zuppi.

zuppi a rebibbia femminile, consegna ventilatori cei, Nadia Fontana, 12 giugno 2024Molte delle detenute non sono di Roma, alcune nemmeno italiane; per molte le difficoltà della reclusione sono accentuate dalle ristrettezze economiche personali e dalla lontananza da una famiglia che possa aiutarle. Ecco allora che il piccolo gesto diventa davvero una carezza. I ventilatori verranno distribuiti in base alle richieste e alle necessità e la direttrice, Nadia Fontana, ha invitato alla solidarietà. «Questa è una comunità che ha bisogno di sostegno. Cose come questa visita, che segue quella del Papa, sono gesti importanti», ha detto, ringraziando al contempo per il lavoro dei diversi cappellani che sostengono le detenute, «donando senza chiedere nulla, nessuna conversione, nel pieno rispetto per le storie di ciascuna».

zuppi a rebibbia femminile, consegna ventilatori cei, 12 giugno 2024A farle eco, don Raffaele Grimaldi, che dei cappellani delle carceri è ispettore generale, ricordando gli «oltre 230 cappellani che svolgono il loro servizio nelle carceri» e il sostegno che essi ricevono «dai vescovi e dalla Cei». Quindi, a proposito della visita del Papa, ha aggiunto: «Questo è un carcere fortunato». Come a dire: la Chiesa non vi dimentica. Don Andrea Carosella, il cappellano di Rebibbia femminile, ha ringraziato Zuppi, parlando del dono che ha portato come del «gesto di una Chiesa che è madre e si rende conto, nella concretezza, di dover rispondere a un bisogno reale» e invita tutti a «essere attenti ai bisogni gli uni degli altri».

Zuppi con calore ha ricordato la sua prima visita a Rebibbia nel 1982. «Mi fa piacere essere qui con voi – ha affermato -; voi che avete ricevuto già la visita del Papa che ha detto una cosa bella in altre occasioni, lui che a ogni viaggio che fa visita anche un carcere: “Chi ha sbagliato non resti sbagliato”. Io aggiungo – rivolto alle detenute -: chi ha sbagliato non resta sbagliato. Cioè ha sbagliato, ma non è tutto sbagliato». Quindi, l’invito a lasciarsi trasformare dallo Spirito Santo, «che non ha problemi a passare per le sbarre. Lo Spirito entra ovunque, – ha aggiunto – ma siamo noi a dover aprire la porta. Spesso facciamo del nostro cuore una cella, ma questa è l’unica cella al mondo con le chiavi all’interno», ha concluso. Poi mimando il bacio che viene soffiato: «Prendetevi il bacio della Chiesa».

13 giugno 2024