In Yemen oltre 11mila bambini uccisi o feriti dal 2015
Quasi 4mila quelli arruolati. Il direttore generale Unicef Catherine Russell: «Il rinnovo urgente della tregua consentirebbe un accesso umanitario fondamentale»
Nel Paese più povero della penisola arabica, devastato dal 2014 da un conflitto tra gli Houthi, i ribelli sostenuti dall’Iran, e le forze filogovernative sostenute da una coalizione militare guidata dalla vicina Arabia Saudita, si contano più di 11mila bambini uccisi, mutilati o feriti dal 2015. In media, 4 al giorno. A questi vanno aggiunti i 4mila arrolati nella guerra che ha superato ormai gli 8 anni. È lo Yemen visto attraverso i dati Onu rilanciati ieri, 12 dicembre, dall’Unicef.
Oggi si stima che 2,2 milioni di piccoli nel Paese siano colpiti da malnutrizione acuta, tra cui quasi 540mila sotto i cinque anni che soffrono di malnutrizione acuta grave e lottano per sopravvivere, mentre 9,2 milioni di bambini non hanno accesso a servizi idrici e igienici sicuri e 10 milioni sono senza un adeguato accesso all’assistenza sanitaria. Ancora, sono due milioni i bambini fuori dalla scuola, dato che 1 scuola su 4 nello Yemen è distrutta o parzialmente danneggiata. La copertura vaccinale è stagnante a livello nazionale, con il 28% dei bambini sotto l’anno di età che non ha effettuato le vaccinazioni di routine. Se a ciò si aggiunge la mancanza di accesso all’acqua sicura, i bambini sono esposti a un rischio estremo a causa di regolari epidemie di colera, morbillo, difterite e altre malattie prevenibili con il vaccino.
«Migliaia di bambini hanno perso la vita e altre centinaia di migliaia sono a rischio di morte per malattie prevenibili o per fame», afferma il direttore generale dell’Unicef, Catherine Russell, chiedendo un intervento umanitario urgente «poiché i servizi di base sono praticamente collassati. Il rinnovo urgente della tregua sarebbe un primo passo positivo che consentirebbe un accesso umanitario fondamentale – l’appello -. In definitiva, solo una pace duratura permetterà alle famiglie di ricostruire le loro vite distrutte e di iniziare a pianificare il futuro».
13 dicembre 2022

