Da Sbilanciamoci una contro-manovra nel segno dell’equità
Nel rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente”, dal welfare all’istruzione, dal fisco al lavoro, 7 aree di analisi e 89 proposte
Presentato il rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente”. Nel dettaglio, dal welfare all’istruzione, dal fisco al lavoro: 7 aree di analisi, 89 proposte
Un’analisi a tutto tondo di quello che nella Legge di Stabilità 2016 del Governo, attualmente all’esame della Camera, non funziona (molto) e altrettante proposte alternative di bilancio. È quanto contenuto nella XVII edizione del Rapporto Sbilanciamoci! “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente”, presentato oggi, giovedì 26 dicembre, a Roma. In sintesi una “contro-manovra” a saldo zero da 35 miliardi di euro, con 7 aree di analisi e intervento – dal fisco al lavoro, dall’istruzione all’ambiente, dal welfare all’altraeconomia, passando per la cooperazione internazionale – e 89 proposte concrete, «praticabili e puntuali per garantire giustizia e sostenibilità all’Italia», elaborate dalle 47 organizzazioni aderenti alla Campagna Sbilanciamoci!.
«Anche quest’anno – scrivono gli estensori del Rapporto -, la Legge di Stabilità 2016 non cambia verso: è iniqua, di corto respiro e priva di una strategia adeguata a rilanciare l’economia del Paese, una brutta copia della Legge di Stabilità 2015». E ai circa 31,6 miliardi della manovra del Governo, Sbilanciamoci! contrappone proposte alternative «sul versante delle entrate con l’opzione per una riforma fiscale improntata all’equità e alla progressività e una spending review molto selettiva, finalizzata a ridurre o eliminare la spesa pubblica inutile e nociva, come quella militare».
Sul versante delle uscite si lancia invece «un intervento pubblico forte in campo economico a sostegno della buona occupazione nei settori più dinamici e innovativi, della riduzione delle diseguaglianze di reddito, economiche e sociali; un riorientamento profondo della spesa pubblica a beneficio del servizio sanitario nazionale, dei servizi pubblici di assistenza sociale, dell’istruzione, della ricerca, della cultura, della tutela dell’ambiente e delle forme e pratiche di altra economia».
Tra le principali novità di quest’anno contenute nel documento anche la proposta di una «forma strutturale di sostegno al reddito rivolta a una platea di beneficiari di un milione e mezzo di persone», che si aggiungerebbe così a quelle avanzate dal M5S, da Sel, da parte del Pd e dall’Alleanza contro la povertà promossa da Aclie Caritas Italiana con il suo Reddito di inclusione sociale (Reis).
26 novembre 2015

