8 maggio, il “compleanno” di Croce rossa

Il presidente italiano Valastro: «Non saremo mai neutrali nei confronti della sofferenza umana». Nel 2025 uccisi mentre erano in servizio 10 tra volontari e membri delle società nazionali

«In un momento di grande polarizzazione e notizie false, in un momento in cui giungono dai teatri di conflitto notizie ed immagini che mostrano come la vita e la dignità di intere popolazioni e del personale sanitario e umanitario siano calpestate in maniera sistematica, noi preferiamo ancora una volta non spendere parole, ma concentrarci sui fatti. Concentrarci a stare dalla parte dell’umanità». Il presidente di Croce rossa italiana Rosario Valastro parla nel giorno che celebra la nascita di Henry Dunant, oggi 8 maggio, e con lui quella di un intero movimento, la Croce rossa e Mezzaluna rossa, che conta 16 milioni di volontarie e volontari in 191 Paesi in tutto il mondo, 150mila dei quali solo in Italia.

L’obiettivo, evidenzia Valastro, è quello di riaffermare «attraverso il nostro impegno sul campo i valori della pace e del rispetto dei diritti umani che, in molte aree del mondo, vengono disattesi con una facilità disarmante». Il riferimento è alle violazioni del diritto internazionale umanitario e all’uccisione di civili e operatori umanitari in tutto il mondo , ha affermato Valastro con chiaro riferimento alle gravi violazioni del Diritto Internazionale Umanitario e all’uccisione di civili e operatori umanitari in tutto il mondo. Basti pensare che finora nel 2025 sono stati uccisi mentre erano in servizio 10 volontari e membri del personale delle società nazionali di Croce rossa e molti altri hanno subìto diverse forme di attacchi, ferite, minacce. L’80% dei membri della Croce rossa e della Mezzaluna rossa uccisi nel 2025 apparteneva alla Mezzaluna rossa palestinese. Altri due membri provengono dalla Mezzaluna rossa sudanese e dalla Croce rossa della Repubblica democratica del Congo.

Oggi, sottolinea ancora il presidente Cri, «criteri minimi di umanità, che consideravamo acquisiti dalla coscienza pubblica rischiano di essere violati in modo sistematico o, peggio, rischiano di essere considerati obsoleti. Ma è proprio in questi momenti di difficoltà che quegli stessi princìpi vanno difesi in modo più deciso. Una cosa è certa – aggiunge -: le donne e gli uomini della Croce rossa e della Mezzaluna rossa, pur prendendo le distanze da posizioni politiche o ideologie in conflitto, non sono e non saranno mai neutrali nei confronti della sofferenza umana. La Croce rossa continua e continuerà, senza sosta, a far fronte alle situazioni di emergenza umanitaria e ad alleviare i bisogni di intere comunità, in Italia e nel mondo, ad agire a tutela dei più vulnerabili, di chi soffre, con un solo criterio di priorità, quello dell’urgenza. Senza distinzione – conclude Valastro – o discriminazioni».

8 maggio 2025