Sovraindebitamento e usura: una mano tesa ai soggetti deboli
Rinnovata per tre anni la convenzione promossa dalla diocesi, nell’ambito della collaborazione tra Fondazione antiusura, Banca Mediolanum e Fondazione Mediolanum. Già raggiunte 83 famiglie
Non si ferma la lotta al sovraindebitamento e al rischio usura. È stata rinnovata per ulteriori tre anni la convenzione a favore di soggetti deboli e “non bancabili”, promossa dalla diocesi di Roma e attiva in tutta la regione Lazio, nell’ambito della collaborazione, iniziata nel 2019, tra Fondazione antiusura Salus Populi Romani, Banca Mediolanum e Fondazione Mediolanum EF. Un’alleanza che ha già raggiunto 83 famiglie, con un’erogazione di oltre 787mila euro. 837 invece quelle aiutate in tutto dalla Banca dal 2009. Si tratta quindi di un nuovo passo che faciliterà sempre di più i finanziamenti a favore di persone, residenti nel territorio laziale, con difficoltà di accesso al credito e in condizioni di sofferenza socioeconomica.
L’accordo, che riguarda il triennio 2025-2028, è stato firmato ieri, 29 maggio, alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta”, alla presenza del vescovo Benoni Ambarus, delegato per l’ambito della Diaconia della carità, di Giustino Trincia, presidente della Fondazione Salus Populi Romani e direttore della Caritas diocesana, e del presidente di Banca Mediolanum Giovanni Pirovano. Si tratta di un vero e proprio «percorso di risurrezione», ha detto Ambarus. Fu lui stesso nel 2019 a firmare la prima convenzione insieme a Pirovano. «In questi anni non abbiamo registrato un calo, ma un crescendo costante garantito dalla serietà delle parti – ha sottolineato il presule -. I risultati raggiunti sono stati poi confermati dalle persone che abbiamo aiutato e che ci hanno incoraggiato a continuare su questa strada. Nella vita siamo chiamati ad accendere piccole luci di speranza. Al di là di tutti i vincoli, non dobbiamo mai dimenticare l’umanità».
Nella conferenza stampa di presentazione, moderata da Fabio Vando, segretario generale della Fondazione Salus Populi Romani, Giustino Trincia ha riportato il bilancio dell’attività svolta negli ultimi anni. I beneficiari del prestito sono per il 53% nuclei familiari, con un 13% di famiglie monogenitoriali (prevalentemente madri con figli minori o maggiorenni a carico). Mentre il restante 34% è rappresentato dalle persone sole che non hanno altri conviventi. L’80% di coloro che hanno ricevuto il finanziamento si concentra all’incirca nella fascia di età tra i 30 ed i 65 anni. Il consolidamento debiti ha riguardato circa il 60% degli interventi. A seguire le misure legate alle problematiche alloggiative (il 25%). E infine quelle connesse alle difficoltà dell’attività autonoma (il 15%).
Trincia, si è augurato che il percorso promosso «possa essere pure di aiuto e di stimolo per il legislatore, per giungere finalmente in Italia e in Europa ad una regolazione specifica dell’accesso e della possibilità di reingresso al mercato del credito legale per le fasce più vulnerabili della popolazione, superando quella che – ha concluso – ritengo essere un’autentica ingiustizia». Un auspicio condiviso anche da Pirovano. «Le banche hanno il dovere di ascoltare il territorio e di esercitare appieno la loro funzione sociale, contribuendo a prevenire il fenomeno dell’usura – ha sottolineato -. Il “prestito di soccorso” rappresenta per noi un esempio tangibile di responsabilità sociale: uno strumento di indebitamento consapevole che può aiutare le persone a ricostruire il proprio futuro».
30 maggio 2025

