Da Pax Christi l’invito a «scegliere la strada del disarmo»
Concluso a Sacrofano il congresso nazionale, sul tema “La nonviolenza è profezia e politica”. «Preoccupazione per l’aumento delle spese militari»
Concluso a Sacrofano il congresso nazionale, sul tema “La nonviolenza è profezia e politica”. «Preoccupazione per l’aumento delle spese militari»
“La nonviolenza è profezia e politica”. Questo il tema del congresso nazionale di Pax Christi Italia che si è concluso a Sacrofano ieri, lunedì 1° maggio, con la consapevolezza che «per uscire dal sistema di guerra occorre scegliere la strada unilaterale e faticosa del disarmo». Pax Christi Italia esprime oggi «forte preoccupazione per lo scenario globale di guerra e, nello stesso tempo, per l’aumento delle spese militari che per l’Italia potrebbero raggiungere la cifra di 100 milioni di euro al giorno», così come «per l’incremento delle esportazioni delle armi italiane aumentate, negli ultimi due anni, di circa il 200%». Ancora, esprime «dissenso rispetto al disegno di legge di delega al Governo, approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della difesa Roberta Pinotti, per la riorganizzazione del sistema di difesa e relative strutture, il cosiddetto Libro Bianco».
Il movimento cattolico per la pace ritiene «necessario e improrogabile un impegno italiano, europeo e degli altri Stati membri dell’Onu perché si giunga all’approvazione del Trattato per la non proliferazione nucleare e alla ratifica dello stesso da parte di ciascuno Stato membro»; auspica che «l’Italia partecipi ai prossimi appuntamenti internazionali presso l’Onu sulla messa al bando delle armi nucleari e che l’Europa assuma un impegno fermo per impedire l’escalation del conflitto tra Usa e Corea del Nord». Da ultimo, denuncia una «sempre più evidente lesione dei diritti sociali che non può che consolidare un modello di sviluppo e di convivenza civile iniquo, inaccettabile per un numero sempre più crescente di persone». Apprezzato, da Pax Christi Italia, l’intervento del segretario generale della Cei Nunzio Galantino, che ha invitato a «un impegno per disarmare i linguaggi». Parimenti, è stata fatta presente «l’urgenza della smilitarizzazione dei cappellani militari e di un maggior impegno perché la teologia della pace divenga centrale nelle comunità e nella formazione pastorale».
L’assemblea ha ricordato con affetto e riconoscenza il vescovo Diego Bona, già presidente di Pax Christi Italia dal 1994 al 2002, morto il 29 aprile scorso, proprio mentre si aprivano i lavori del congresso che ha eletto il nuovo Consiglio nazionale che guiderà la sezione italiana del movimento per i prossimi 4 anni.
2 maggio 2017

