Governo Conte, il via libera della Camera
Anche l’Aula di Montecitorio ha approvato la mozione di fiducia con 350 voti favorevoli, 236 contrari e 35 astensioni. L’esecutivo entra così nella pienezza dei suoi poteri
Dopo il Senato, anche l’Aula della Camera dei deputati ha approvato nella seduta di ieri, 6 giugno, la mozione di fiducia al governo Conte, presentata dai deputati D’Uva e Molteni. 350 i voti favorevoli, 236 i contrari – di Pd, FI e Leu -, 35 le astensioni, di Fratelli d’Italia. Con il via libera della Camera, l’esecutivo giallo-verde entra dunque nella pienezza dei suoi poteri. Ora si attende la nomina dei sottosegretari (20 al Movimento 5 Stelle e 15 alla Lega), dei vice ministri (rispettivamente 5 e 3) e dei 28 presidenti di commissione, che presumibilmente terrà bloccati i lavori parlamentari per i prossimi 10 giorni. Venerdì e sabato, intanto, si terrà il primo impegno internazionale per il premier, con il G7 a La Malbaie in Canada.
In mattinata a Montecitorio si era svolta la discussione dei gruppi parlamentari e nel pomeriggio la replica del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, seguita dalle dichiarazioni finali e dal voto di fiducia per appello nominale. Un passaggio non facile, per il premier, quello alla Camera, nel quale ha ripreso alcuni temi “tralasciati” nel discorso del giorno precedente a Palazzo Madama: su tutti, la scuola e le infrastrutture. E nel quale non sono mancate le manifestazioni di dissenso da parte dell’opposizione, quando ha parlato del conflitto di interesse ma soprattutto quando ha stigmatizzato gli attacchi sui social network contro il capo dello Stato, definendo un «congiunto» il fratello di Sergio Mattarella, Piersanti, assassinato dalla mafia nel 1980.
L’Autorità anticorruzione – «non ha dato i risultati che ci aspettavamo» -, il garantismo nei processi – e la gaffe sulla «presunzione di colpevolezza» -, il reddito di cittadinanza – «non sarà una misura assistenziale» – e il nodo del lavoro. E ancora, la Buona Scuola, la flat tax, la giustizia. «Noi non arriviamo per stravolgere», ha assicurato Conte enucleando, uno a a uno, i punti programmatici del suo esecutivo. Altrettanto puntuali le repliche dell’opposizione, alla quale il premier ha garantito: «Tutte le nostre iniziative avverranno rispettando l’architettura costituzionale».
7 giugno 2018

