A Cinecittà la festa per il Santo dei giovani

Nella solennità di San Giovanni Bosco, la figura del sacerdote salesiano è stata ricordata, nella parrocchia a lui dedicata, dal cardinale Vallini: «La sua è l’immagine perfettamente riuscita del Buon Pastore»

Nella solennità di San Giovanni Bosco, la figura del sacerdote salesiano è stata ricordata, nella parrocchia a lui dedicata, dal cardinale Vallini: «La sua è l’immagine perfettamente riuscita del Buon Pastore»

C’è un aria di grande festa nella parrocchia di San Giovanni Bosco a Cinecittà, in questo tempo speciale a lui dedicato. Infatti dall’estate 2014 sono iniziati i festeggiamenti per i 200 anni dalla nascita che termineranno ad agosto 2015. Il mese di gennaio è stato interamente dedicato a don Bosco, fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Nel giorno della sua solennità, sabato 31 gennaio, nella chiesa di Roma a lui intitolata, sono stati due gli appuntamenti importanti: prima l’incontro della comunità salesiana al cineteatro della parrocchia per una raccolta di testimonianze accompagnate dai canti dei ragazzi, e alle 18, nella basilica, la Messa presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini, e concelebrata da alcuni vescovi della diocesi del Lazio.

Nel primo pomeriggio sono saliti sul palco in molti a testimoniare l’indimenticabile opera del “Santo dei giovani e per i giovani”. Monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, racconta dell’incredibile fascino del “metodo” di don Bosco, la sua inimitabile pastorale giovanile «ha cambiato il mondo con l’educazione, ha inventato il “cortile”, l’oratorio, uno spazio in cui tutti si possono incontrare, un luogo dove vivere, una rete dove in ogni nodo si vive la stessa esperienza di gioventù ». Dopo i canti del coro di Villa Sora guidati dal maestro Matteo Del Vecchio, anche don Leonardo, salesiano consacrato, testimonia lo sguardo di don Bosco sul mondo: la capacità di trasmettere affetto, “amorevolezza”, la sua scelta fondamentale di guardare il mondo con gli occhi dei giovani: «per aiutare i ragazzi bisogna prima conoscerli, capirli, amarli, osservare il mondo come loro lo vedono, non viceversa. Celebrare il bicentenario di don Bosco è per noi riscoprire questo sguardo».

Erano moltissimi i presenti a questo momento di festa ed era forte l’emozione e l’affetto della comunità salesiana per il Santo. Oggi i Salesiani sono sparsi in tutto il mondo con oltre 17mila religiosi e circa 16mila suore. Poi l’appuntamento nella basilica, gremita di gente, dove durante l’omelia il cardinale Agostino Vallini ha ribadito più volte come i figli di don Bosco continuino la sua missione in tutto il mondo e parlando del Santo ha detto: «Egli è l’immagine perfettamente riuscita del Buon Pastore, un vero discepolo di Cristo al quale ha consacrato se stesso per la missione. Non dimenticheremo mai il suo amore per i ragazzi e per i giovani, l’intraprendenza creativa e l’audacia pastorale. Dedicarsi ai più piccoli è stato per lui fare la volontà di Dio».

Il cardinale vicario ha anche ricordato l’importanza del «sistema preventivo dell’educazione nella gioventù», scritto nel 1877 da don Bosco, che suscitò interesse anche negli ambienti non cristiani, in quanto lo scopo a cui mirava era la “civile istruzione, per sottrarre i giovani all’ozio, al malfare e al disonore”; inoltre l’educazione come “cosa del cuore”, don Bosco sapeva educare perché sapeva amare. Il Cardinale ha poi concluso l’omelia: «In questo tempo difficile emerge l’invito a conoscere, imitare, studiare sempre di più questo grande santo». Un altro appuntamento in basilica sarà la Festa della Famiglia Salesiana, domenica 12 aprile e la processione a Santa Maria Ausiliatrice il 24 maggio sempre nella zona di Cinecittà. (Veronica Giacometti)

2 febbraio 2015