A Ostia apre il centro “Samaritani di speranza”

Inaugurata nella parrocchia Santa Maria Regina Pacis una struttura per tutelare la salute dei più fragili. Il vescovo Ambarus: «Creare percorsi di giustizia sociale»

Prossimità, carità e supporto concreto a poveri, senzatetto, meno abbienti, migranti. È l’obiettivo del nuovo centro “Samaritani di speranza”, inaugurato ieri, domenica 19 maggio, a Ostia Lido, nella parrocchia di Santa Maria Regina Pacis. Con il patrocinio della Regione Lazio e il protocollo d’intesa stretto tra l’Asl Roma 3 e il Vicariato, tramite la parrocchia il Centro si dedicherà soprattutto all’ascolto e all’indirizzamento di poveri e migranti che, spesso senza permesso di soggiorno o con problemi nel reperire e avere i documenti, hanno molte difficoltà nel rivolgersi alle strutture sanitarie quando ne hanno bisogno.

«Nella società attuale siamo diventati consapevoli che sanità e povertà devono andare di pari passo, perché spesso i poveri sono così poveri, anche dal punto di vista culturale e di informazione che ricevono, che non riescono neanche a chiedere le più semplici cure», ha spiegato il vescovo Benoni Ambarus, ausiliare della diocesi di Roma incaricato per l’ambito della Diaconia della carità. C’è dunque la necessità, secondo Ambarus, di «creare percorsi di giustizia sociale, proprio come ciò che si prefigge questo centro nel trovare percorsi ad hoc e sicuri per i tanti bisognosi». Nella sola zona di Ostia, infatti, sono oltre 800 i senzatetto e tantissimi i migranti e le persone senza permesso di soggiorno. «Questo generatore sociale – ha aggiunto il vescovo – servirà per far uscire queste persone dalla loro invisibilità e le istituzioni, così come le associazioni, sono chiamate a collaborare». Per Ambarus, infatti, la speranza per il futuro è quella di «non cedere alla tentazione di isolarsi e pensare di poter fare tutto da soli. La struttura ha e avrà bisogno di essere promossa e fatta conoscere».

Il Centro consiste per adesso in una piccola casetta al centro dello spiazzo retrostante la basilica di Regina Pacis, con l’entrata su via Cardinale Ginnasi, che sarà operativa una volta a settimana – il venerdì – grazie all’aiuto di volontari, medici del territorio e operatori del Servizio civile. «Un piccolo segno, dunque, ma che in realtà è un grande dono di speranza, soprattutto per sognare in grande», ha poi aggiunto il parroco, padre Giovanni Vincenzo Patanè. L’idea, infatti, è quella un giorno di allargare il progetto e creare addirittura un poliambulatorio nelle vicine strutture da anni abbandonate.

«Per ora – appunto – non si tratta di un poliambulatorio, ma i medici a titolo gratuito daranno tutto il loro contributo e la loro esperienza per aiutare chi lo chiederà», ha spiegato la dottoressa Francesca Milito, direttore generale della Asl Roma 3. «Il nostro ruolo sarà quello di integrare e porre rimedio alla mancanza di una vera e propria offerta sanitaria strutturata per questo tipo di esigenze e di disagi, con la prospettiva di crearla passo dopo passo».

Presenti all’inaugurazione anche il dottor Massimo Ralli, che ha portato i saluti del cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere apostolico di Papa Francesco, il presidente del municipio X Mario Falconi – che tra l’altro, in quanto medico, presterà a titolo personale servizio nella struttura -, l’assessore regionale Massimiliano Maselli (delegato del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca) e la consigliera regionale Chiara Iannarelli.

20 maggio 2024