A Rebibbia la prima edizione de “I Giochi della speranza”

Appuntamento il 13 giugno, in occasione del Giubileo dello sport. Una “piccola Olimpiade” promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, Dap e rete di magistrati “Sport e legalità”

In occasione del Giubileo dello sport, venerdì prossimo, 13 giugno, il carcere di Rebibbia ospita la prima edizione de “I Giochi della speranza”. La cerimonia di apertura – con i saluti istituzionali – è in programma per le 8; quindi spazio alle gare e alle 13.30 le premiazioni. Alla presenza, tra gli altri, del presidente del Coni Giovanni Malagò e di quello del Cip (Comitato italiano paralimpico) Luca Pancalli.

Un’iniziativa promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dal Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e dalla rete di magistrati “Sport e Legalità”, presentata nei giorni scorsi nell’ambito del convegno “Lo Sport dentro. Il ruolo della pratica sportiva nelle carceri per promuovere educazione e qualità della vita”. A mettere l’accento sul ruolo dello sport all’interno della realtà del carcere, il cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede. Lo sport, ha osservato, «è salute fisica, salute mentale, ma anche tempo piacevole passato insieme. È questione di disciplina, ma è anche un modo per ritrovarsi e ritrovare gli altri attraverso rapporti che possono essere consolidati o ristabiliti in grande amicizia». Proprio per questo, I Giochi della speranza «rappresentano qualcosa di particolarmente importante per la Chiesa ma soprattutto per il nostro dicastero a cui il compianto Papa Francesco aveva chiesto un’attenzione particolare proprio per le carceri».

Sulla stessa linea Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, che ha ribadito la «necessità» dell’attività sportiva all’interno delle carceri: «Un bisogno primario – lo ha definito -, che probabilmente spesso non cogliamo pienamente. Questo bisogno di sport non può rimanere inascoltato. Per questo abbiamo deciso di dare una ricaduta concreta, pratica a questa riflessione, lanciando la prima edizione dei Giochi della speranza», ha aggiunto. Una sorta di «eredità del Giubileo degli sportivi per il mondo delle carceri italiane: un modello replicabile anche in altre strutture carcerarie». Pasquini non ha dubbi: «Dare speranza ai detenuti passa anche dallo sport».

Del «grande valore educativo e sociale» dello sport ha parlato anche Sergio Sottani, procuratore generale presso la Corte di Appello di Perugia. «Lo sport, come riconosciuto dalla Costituzione, è fondamentale per la promozione del benessere fisico ed essenziale per il benessere di tutti, in particolare dei soggetti chiusi all’interno degli istituti di pena – ha rimarcato -, essenzialmente per 3 motivi: in primo luogo perché in carcere spesso non si fa nulla, quindi fare pratica sportiva significa migliorare l’aspetto fisico e svolgere attività sociale; poi il carcere spesso è un non-luogo, un posto dove si attende qualcosa che può essere l’uscita dal carcere stesso, riempirlo di contenuti diventa fondamentale; e per finire, è previsto anche per legge: svolgere attività sportiva all’interno di una casa circondariale fa sì che il detenuto non si senta isolato dal mondo».

Un impegno, quello per lo sport “sociale – «e il carcere fa parte di questo mondo» – rivendicato dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma. «Abbiamo fatto tanto, ma c’è ancora molto lavoro da fare -ha affermato -. Abbiamo già finanziato 147 progetti nell’ambito dell’iniziativa “Sport per tutti in carcere” in 70 strutture per adulti e 10 per minori, ma non può bastare. Abbiamo il dovere di reperire nuove risorse perché la nostra volontà è quella di continuare a sostenere questo settore. Penso anche a iniziative di partenariato pubblico/privato – ha anticipato – e alle fondazioni che sostengono iniziative benefiche dico d’investire nel recupero di chi sta in carcere perché attraverso la pratica dello sport si vive un vero spazio di libertà».

Calcio a 5, pallavolo, atletica leggera, tennis tavolo, calcio balilla e scacchi. Queste le discipline nelle quali, nel corso dei Giochi, si confronteranno 4 rappresentative sportive: detenuti, polizia penitenziaria, magistrati ed esponenti della società civile.

10 giugno 2025