La nuova campagna non punta all’emotività ma «utilizza elementi grafici – precisa ancora Cerino – per evidenziare che la mancanza di un elemento vitale come il sangue può compromettere la salute e la vita degli ammalati. Il sangue ancora non si può fabbricare e quindi è indispensabile che venga donato». In tutta la regione sono oltre 1,7 milioni i donatori volontari: quanto basta per garantire le terapie trasfusionali, che rientrano tra le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini. Eppure il Lazio è quotidianamente costretto a confrontarsi con l’emergenza. Di qui la scelta della campagna di puntare soprattutto ai più giovani, tra i quali la percentuale di donatori è molto bassa: sono solo il 13,4% della fascia di età tra 18 e 25 anni e il 18,3% di quella tra 26 e 35 anni. A donare sangue infatti sono soprattutto persone con un’età compresa tra i 30 e i 55 anni, ma le proiezioni demografiche indicano una tendenza alla riduzione nell’arco dei prossimi 10-20 anni.

I Centri trasfusionali, ricordano dall’Associazione del Bambino Gesù, sono presenti presso i principali ospedali del Lazio e sono aperti tutte le mattine, compresa la domenica. Indirizzi e orari di apertura sono consultabili on line su Salute Lazio.

9 maggio 2017