A Torre Spaccata il campo da basket dell’artista Baraduc

Il nuovo playground a San Bonaventura da Bagnoregio, con la collaborazione, tra gli altri, di Comitato regionale Fip e ambasciata di Francia. Il parroco don Cascio: «Un presidio di speranza»

Un «linguaggio universale, quello dello sport, che unisce e che forma un binomio perfetto con l’arte». Così don Stefano Cascio, parroco di San Bonaventura da Bagnoregio, descrive il nuovo playground del campo di basket della parrocchia, nel cuore di Torre Spaccata, inaugurato ieri, 24 maggio, e realizzato dall’artista francese Tristan Baraduc.

Per il quartiere, che affronta importanti sfide sociali ed economiche, con pochi spazi di aggregazione e di svago per i giovani, il progetto si inserisce nel solco di una vera e propria rinascita urbana, ed è stato finanziato dai Pii Stabilimenti di Francia a Roma e dal VII municipio di Roma Capitale, con la collaborazione del Comitato regionale Lazio della Federazione italiana pallacanestro, della VS Academy e in particolare dell’ambasciata di Francia presso la Santa Sede.

Un legame particolare, quello tra la parrocchia e la comunità francese, non solo per la storia del santo – che visse anche tra Parigi e Lione – ma anche per le origini dello stesso don Cascio, nato a Nizza e dal 2016 a guida della comunità parrocchiale. Ed è proprio il sacerdote che spiega la missione del nuovo campo: «A disposizione e aperto a chiunque, con i colori accessi e luminosi dell’opera d’arte che vogliono lanciare un messaggio di coesione sociale e ricchezza nelle differenze che abitano in tutti noi e che sono alla base di una convivenza civile e positiva». Dunque luogo di divertimento e gioco, «ma anche un presidio di speranza. Qualcuno potrebbe dire – aggiunge il don Cascio – perché in un quartiere con mille difficoltà spendere per l’arte? A ciò rispondo che la vera povertà non è solo economica, ma anche culturale, sociale e dei valori. Senza non si migliora, non si cresce, non si cambia».

A fargli eco, l’ambasciatrice francese Florence Mangin: «Siamo orgogliosi di aver contribuito a far nascere un luogo che, con i suoi colori, può dare luce nuova in momenti di difficoltà, di buio, che purtroppo spesso caratterizzano le periferie. La missione dei nostri Pii Stabilimenti è quella di aiutare, farsi prossimi agli altri e spingere per un’influenza artistica e culturale che cambi il corso delle cose».

Con grande entusiasmo sono stati accolti gli ospiti e lo stesso artista, ma in particolare gli oltre 50 ragazzi delle Frecce Romane e della Jungle Team di Palestrina – entrambe società della Fip – che hanno coinvolto i ragazzi del quartiere nel torneo pomeridiano che è seguito all’inaugurazione e alla benedizione del campo, nonostante qualche goccia di pioggia che non ha intaccato la festa di bambini e genitori, arrivati anche dai quartieri vicini. Come Manuela T. e Cristiana C., mamme rispettivamente di due bambini e di una adolescente. «È importante – raccontano – avere un punto di riferimento e di aggregazione per i nostri figli, per avere anche la certezza che siano in buone mani e si divertano in modo sano. Oggi è tanto difficile – spiegano – e questa iniziativa così ci dà serenità e, come ci ha detto l’ambasciatrice, sarà una gioia affacciarsi e vedere questi colori in mezzo al grigiore urbano».

A ribadire la missione del progetto, infine, il presidente del Comitato regionale Fip Lazio Lorenzo Fontana e il responsabile della VS Academy Federico Scala: «Siamo consapevoli del profondo legame che ci può essere tra sport e fede – affermano – e mettere a disposizione della cittadinanza uno spazio sportivo libero significa allontanare i ragazzi dai pericoli della società moderna». Dal prendere le cattive strade, ma anche dal «chiudersi troppo nelle tecnologie, che finiscono per far crescere i giovani poco motivati, poco attenti al corpo e alla salute».

25 maggio 2025