Acli Roma: l’intelligenza artificiale nella lotta al cyberbullismo

Il progetto dell’associazione per contrastare la povertà educativa nelle scuole. Il canale Telegram “Acli no bulli”: uno spazio per «raccontarsi ed essere ascoltati e aiutati»

L’intelligenza artificiale contro il cyberbullismo. È il progetto lanciato dalle Acli provinciali di Roma per contrastare la povertà educativa nelle scuole. “The Ai.d, il cyberbullismo oltre le parole”, questo il titolo, è un’iniziativa che inizialmente mirava solo a sensibilizzare i ragazzi sull’uso consapevole del web, per arginare le derive più pericolose e per scoprirne le opportunità. Il tutto attraverso incontri e laboratori multimediali che hanno coinvolto oltre 200 studenti di tre istituti superiori di Roma. Ma ora è diventata molto di più.

«Durante gli incontri con gli studenti è emerso come il web sia un veicolo che amplifica gli aspetti del bullismo e del cyberbullismo», spiega Monia D’Ottavi, delle Acli di Roma. «Proprio da questo approccio è nata l’apertura di un canale Telegram che si chiama “Acli no bulli”, per permettere ai ragazzi di raccontare le loro storie ed essere ascoltati e aiutati». Dall’apertura del canale, in quasi due anni, sono arrivati circa trecento racconti. Per questo motivo, prosegue D’Ottavi, «abbiamo deciso di dare una risposta a questa situazione scegliendo trenta storie dalle quali, grazie ad un software di intelligenza artificiale, abbiamo creato trenta immagini che descrivono gli effetti del bullismo sulle vittime. Nel corso dei nostri incontri abbiamo visto che i ragazzi sanno riconoscere molto bene il fenomeno, ma non sono preparati a capirne le conseguenze a medio e lungo termine».

L’idea di trasformare le storie dei ragazzi in immagini ha fatto nascere una mostra che si è tenuta a Roma ad aprile 2023 e a Cuneo nel settembre successivo. «Ora continueremo a girare nel territorio della Capitale a richiesta, affiancando i percorsi educativi nelle scuole – conclude la responsabile -. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale è rappresenta un’applicazione etica, a servizio del contrasto al disagio giovanile».

4 marzo 2024