Ad Haiti, intrappolati oltre un milione di bambini

Save the Children: almeno 200mila minori costretti a fuggire dalle proprie case negli ultimi 2 anni. Quasi 277mila piccoli sotto ai 5 anni stanno affrontando la malnutrizione

Sono più di un milione i bambini intrappolati ad Haiti, in aree controllate o sotto l’influenza dei gruppi armati, mentre la violenza diventa fuori controllo, lasciando le famiglie senza cibo e servizi vitali. A fornire i “numeri” della crisi è Save the Children, presente nel Paese ad Haiti dal 1978, sia nelle comunità urbane che rurali. Al momento, informano, i gruppi di bande criminali controllano circa il 90% della Capitale Port-au-Prince e altre aree urbane, «trasformate in “campi di battaglia”» e nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza fino al 3 aprile.

Negli ultimi due anni, almeno 200mila bambini sono stati costretti a fuggire dalle loro case, nel 96% dei casi a motivi di violenze o attacchi. Ma «nelle ultime due settimane, la situazione è peggiorata per i minori – affermano dall’organizzazione internazionale -: molte famiglie sono state costrette ad abbandonare le loro case e quelle intrappolate nell’area di Port-au-Prince hanno difficoltà a far fronte alla diminuzione delle scorte di cibo nel Paese». Il risultato è che quasi 277mila bambini di età inferiore ai cinque anni ad Haiti – il 40% dei quali nella regione metropolitana di Port-au-Prince – stanno affrontando la malnutrizione, poiché la violenza delle bande ostacola le forniture alimentari fondamentali, secondo gli ultimi dati dell’Integrated food security phase classification (Ipc).

Oltre a questo, i bambini che vivono in aree colpite dalla violenza delle bande sono a rischio di reclutamento armato e violenza sessuale. I servizi sanitari e sociali essenziali sono sull’orlo del collasso in numerosi dipartimenti di Haiti. La maggior parte delle strutture sanitarie sono inaccessibili a causa della violenza, con la conseguenza di migliaia di famiglie e bambini lasciati senza sostegno.

«La situazione ad Haiti è passata da grave a un vero incubo per milioni di bambini nel Paese – dichiara Chantal Imbeault, direttrice di Save the Children ad Haiti -. Le bande stanno trasformando le aree urbane in campi di battaglia. Le famiglie vivono nella paura costante, nell’impossibilità di lasciare le proprie case o di accedere a cibo fresco, acqua pulita e cure mediche urgenti. I più piccoli non possono andare a scuola e sono a rischio di reclutamento da parte di gruppi armati e violenza sessuale. Ogni giorno – prosegue -, centinaia di bambini in tutto il Paese vengono costretti a lasciare le loro case. Molti di questi minori sono stati sfollati più volte e ora si trovano ad affrontare alcuni degli abusi e delle violazioni più gravi mai visti nella storia del Paese». Quest’anno ad Haiti, informa ancora la direttrice di Save the Children, «un numero record di tre milioni di bambini ha urgente bisogno di aiuti umanitari. Il nostro personale e le altre organizzazioni umanitarie stanno lottando per distribuire gli aiuti – assicura – mentre la violenza continua ad aumentare in alcune parti del Paese. Questa violenza deve finire, altrimenti i bambini continueranno a pagare il prezzo più alto».

L’organizzazione rinnova quindi l’appello a «tutte le parti» a «fare il possibile per proteggere i bambini e rispettare il diritto internazionale umanitario», mentre alla comunità internazionale chiede di «aumentare urgentemente i finanziamenti per la crisi ad Haiti». Da parte sua, Save the Children lavora 24 ore su 24 per sostenere i bambini intrappolati in un ciclo mortale di violenza, povertà e fame. In concreto, sta fornendo sostegno economico alle famiglie in modo che possano acquistare cibo e altri beni di prima necessità e, contemporaneamente, sta  fornendo supporto sanitario e nutrizionale, compreso il trattamento dei bambini affetti da malnutrizione e la consulenza nutrizionale agli adulti di rifermento. Sta inoltre aiutando i bambini ad accedere all’acqua, ai servizi igienico-sanitari, a continuare ad apprendere e a garantire che siano protetti da danni, sfruttamento e abusi.

15 marzo 2024